giovedì,Ottobre 21 2021

Ail di Reggio e Vibo, domenica al Waterfront l’appuntamento col Fitwalking

La nuova presidente Sembianza: «È vero che per un po’ il covid ha bloccato le nostre attività, ma ci ha anche mostrato la sensibilità dei reggini»

Ail di Reggio e Vibo, domenica al Waterfront l’appuntamento col Fitwalking

È Giusy Sembianza la nuova presidente dell’Ail sezione “Alberto Neri” di Reggio Calabria e Vibo Valentia. Ufficializzata da qualche giorno la nomina per la presidente, volontaria da vent’anni, che ha lavorato in consiglio come segretaria e vicepresidente e che adesso ha tanta voglia di fare. E si partirà già da domenica mattina con la prima manifestazione: il Fitwalking per Ail al Waterfront.

Quale saranno le sue priorità?

«Porterò avanti le finalità dell’associazione, ma soprattutto dovremo incentivare l’assistenza domiciliare e le due case di ospitalità. Il covid ci ha mostrato tutta la nostra fragilità: l’assistenza domiciliare va potenziata, in previsione delle infezioni e dei contagi, della fragilità stessa della persona. Non possiamo permettere che i pazienti ematologici sostino a lungo nelle sale d’attesa.

L’equipe domiciliare costituita nel 2013 ci consente ora, grazie anche agli introiti delle due manifestazioni storiche, di assistere i nostri pazienti ematologici presso le loro case, con visite appropriate, prelievi e piccoli chemioterapici e soprattutto con le trasfusioni. Queste ultime sono importanti poiché la sosta equivale a quattro ore, un’attesa defaticante se avviene in casa, coi parenti, senza angoscia dell’attesa di una sacca che arriverà tardi. È tutto programmato».

Com’è stato conciliare pandemia e missione dell’Ail?

«È stato terribile inizialmente. Il covid è stato un fermo per tutti. Non dimenticherò mai la data del 7 marzo, il mondo si è fermato ma per noi è stato un blocco immediato dei 36 volontari che frequentavano il reparto e che all’improvviso sono scomparsi ed i pazienti si sono ritrovati soli, fisicamente. Le case Ail sono state chiuse, l’attività domiciliare sospesa per un mese.

Fermare i pazienti non era possibile, avevano bisogno di noi, delle nostre cure. Per noi era impossibile pensare di bloccare tutto il nostro mondo, la nostra presenza accanto a loro. Dunque superato il primo mese ci siamo rimessi in gioco, contando sull’aiuto delle persone che ci stanno vicine, persone mosse dal nostro stesso sentimento, dall’amore verso il prossimo, dalla carità. Abbiamo pian piano ripreso l’attività principale ossia garantire le cure al paziente che non poteva recarsi in ospedale e non poteva sostare nelle sale d’attesa.

La nostra equipe ha proseguito l’attività, l’unica in quel momento, quindi abbiamo permesso che ognuno di loro avesse continuità delle cure. Il mio grazie a questi ragazzi, professionisti, ma portati dal cuore non si sono limitati alle loro prestazioni ma si sono dati con amore verso i pazienti. Questo per noi è stato motivo di orgoglio. Dopo questa fase ci sono state le prime aperture, abbiamo iniziato con casa Ail, il nostro primario ci ha permesso di andare in reparto e anche queste porte si sono aperte, l’attesa era finita e finalmente i pazienti potevano avere il conforto del volontario, ridare loro la quotidianità della vita».

Il covid ha avvicinato le persone?

«Il nostro finanziamento deriva dal 5 per mille, dal ricavato della vendita delle stelle di Natale e delle uova di Pasqua. Il primo fermo ci ha messo in crisi, soprattutto per la prima Pasqua. Personalmente ho pensato che non potevamo fermarci perché cosa deriva da quell’ingresso: permette i contributi ai pazienti in stato di fragilità, la casa Ail, ci permette l’assistenza domiciliare che ci costa 60mila euro l’anno. Di solito vendevamo 10mila uova, con grossi sacrifici quell’anno ne abbiamo vendute 4.500, tramite il famoso flash food, che non pensavo potesse mai avere questo successo. Le uova che abbiamo venduto ci hanno consentito la sopravvivenza fino a settembre. In seguito, per le stelle di Natale, la nostra segreteria della sede ed il terrazzo sono stati la nostra piazza. E veramente abbiamo avuto coscienza della sensibilità del popolo reggino: vendere le stelle e le uova in quel periodo. È una cosa che non dimenticherò per tutta la vita. Io credo che il covid ci abbia insegnato molto. Dietro alle uova e le stelle di Natale c’è un mondo: la sofferenza, la gioia, il sorriso e lo stimolo per noi per andare avanti».

E domenica si torna all’aperto.

«Vogliamo riappropriarci della nostra vita, così abbiamo ripreso le attività all’esterno. Quest’anno faremo la famosa “Fitwalking for Ail”, nata a Roma sul Pincio. Lo scorso anno l’abbiamo vissuta in maniera virtuale, avremmo voluto riprenderci la normalità, ognuno di noi, nelle 82 sezioni in tutta Italia abbiamo partecipato in modo virtuale, quest’anno abbiamo detto dobbiamo scendere in piazza ed essere presenti.

Invito tutti a partecipare a questa semplice camminata aperta a tutti per incentivare la ricerca che è fondamentale per l’ematologia. Senza la ricerca non possono esserci innovazioni, senza la ricerca la malattia non si ferma. Serve la ricerca per dare ai nostri pazienti un futuro certo e sicuro». L’appuntamento è domenica 26 settembre alle 9.30 per la registrazione e alle 10 per la partenza.

Il programma

Domenica 26 settembre torna l’appuntamento con la Fitwalking for AIL, la camminata solidale non competitiva organizzata per raccogliere fondi a sostegno della Ricerca e dell’assistenza ai pazienti con tumori del sangue e ai loro familiari.

Per la quinta edizione della disciplina portata in Italia dall’olimpionico Maurizio Damilano, secondo il quale “Camminare è un’arte“, si tornerà a camminare in presenza, sempre nel rispetto delle indicazioni per il contenimento del contagio da Covid-19.

Qui di seguito il programma per la “Fitwalking for AIL” organizzata dalla Sezione AIL “Alberto Neri” di Reggio Calabria e Vibo Valentia

Raduno: ore 9.30 presso il Waterfront Lungomare, Lido di Reggio Calabria
(la scalinata di fronte al Lido) dove si potrà ritirare il kit di partecipazione arricchito per i primi 50 partecipanti, da una borsa in tela, una maglietta personalizzata e una borraccia offerta dall’Adspem.

Minicorso: alle ore 9:00 gli istruttori della Fitwalking di Soverato faranno una breve lezione introduttiva in cui forniranno le informazioni fondamentali per approcciarsi correttamente all’attività sportiva proposta.

Partenza: dalle ore 10:00 percorreremo insieme il lungomare Matteotti fino al Tempietto e ritorno alla scalinata del Waterfront. La quota di partecipazione solidale è di 10,00 euro.

Per maggiori informazioni scrivi una mail a [email protected] o contatta la segreteria al numero 0965.24341. Ovunque, insieme, contro le malattie del sangue. La cosa più importante è partecipare!

top