martedì,Ottobre 19 2021

Sanità, nell’anno del Covid cala la mobilità passiva e la Calabria risparmia 85 milioni di euro

Due anni fa lo spostamento dei calabresi verso il nord Italia aveva pesato per 306 milioni sulle casse regionali. Aumentano di riflesso le attività chirurgiche anche per patologie complesse

Sanità, nell’anno del Covid cala la mobilità passiva e la Calabria risparmia 85 milioni di euro

di Luana Costa – Il dato effettivo si avrà solo nel corso del prossimo anno, al termine di lunghe e estenuanti verifiche sulle matrici dei drg. Un via vai di carte e contestazioni che si muove sull’asse sud-nord, lo stesso percorso che segna le rotte dei viaggi della speranza verso le regioni capaci di attrarre pazienti in cerca di cure. Intanto, l’anno che resterà nella storia come quello della pandemia restituisce un primo saldo positivo: la mobilità passiva in Calabria cede il passo ad un aumento delle attività assistenziali all’interno dei confini regionali.

Il divieto di spostamento

Le restrizioni e il divieto di spostamento attraverso le regioni, disposto dal Governo per limitare la diffusione del contagio, ha infatti in parte abbattuto il tasso di mobilità che in Calabria raggiunge cifre “monstre” proprio a causa dell’incapacità di trattenere sul territorio pazienti in fuga verso sistemi sanitari più solidi. Un primo dato preliminare conferma una parziale inversione di tendenza: nel 2020 la mobilità passiva pesa nel bilancio regionale per 221 milioni di euro, con un ulteriore possibile margine di riduzione che potrebbe essere certificato solo nel 2022, quando si concluderanno le verifiche sulle matrici dei drg.

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