lunedì,Gennaio 17 2022

Covid, come riottenere il green pass dopo essere guariti. Il caso della Calabria unico in Italia

Il dirigente Asp, Giuffrida, chiarisce tutti i dubbi in merito alla carta verde da ottenere una volta guariti dal Covid. Ma la Calabria non si è ancora adeguata al resto d'Italia

Covid, come riottenere il green pass dopo essere guariti. Il caso della Calabria unico in Italia

«La normativa attualmente vigente nella Regione Calabria prevede che l’unico tampone valido per dichiarare il soggetto positivo è il tampone molecolare per cui l’effettuazione del tampone antigenico in strutture autorizzate, che siano le farmacie o laboratori accreditati non è sufficiente per dichiarare un soggetto positivo. Questo è il motivo per cui la maggior parte delle persone che, invece, si sono ritrovate soltanto ad avere un tampone antigenico positivo e poi successivamente una negatività difficilmente possono essere dichiarate soggette che hanno avuto il covid e e che adesso da guariti ottenendo il green pass».

Il direttore dell’unità di sicurezza e prevenzione dell’Asp Sandro Giuffrida prova a fare chiarezza sulle nuove normative che hanno generato non poca confusione sull’emissione del Green pass e alla base delle falle che stanno mandando in tilt il sistema con ritardi importanti è la normativa regionale. «Purtroppo la Regione Calabria non ha ancora legiferato in maniera diversa da quella che è la normativa nazionale così come hanno fatto le altre regioni che si sono rese conto che non era più gestibile dalla sanità territoriale l’effettuazione del tampone molecolare di conferma. Non è stato deciso di dichiarare valido il tampone antigenico fatto in qualsiasi struttura. Per ottenere un certificato valido per il Green pass del soggetto è necessario un tampone molecolare e i soggetti positivi non possono uscire di casa per recarsi in qualsiasi centro per fare il tampone.

Stiamo discutendo con la Regione perché secondo me – ha confermato Giuffrida – in questa situazione di elevata incidenza del covid non c’è la possibilità di poter confermare tutti i tamponi antigenici fatti e quindi è corretto a questo punto dichiarare che tamponi antigenici debbono essere considerati positivi sia dal momento in cui vengono effettuati e sarebbe una bella misura di sanità pubblica per misurare tutti questi soggetti positivi che altrimenti continuerebbero ad andare in giro».

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