martedì,Agosto 9 2022

Ospedale di Polistena in crisi, Galimi: «Creata paralisi nella rianimazione»

Il portavoce del comitato per la salute della piana conferma «indifferenza e approssimazione nel non aver colmato la carenza di personale»

Ospedale di Polistena in crisi, Galimi: «Creata paralisi nella rianimazione»

«L’indifferenza dei più e l’assoluta approssimazione di.chi amministra,sono i fattori scatenanti della paralisi che si sta registrando nel reparto di rianimazione del Santa Maria Degli Ungheresi di Polistena. Da anni gridiamo inascoltati». Tuona così Michele Galimi, portavoce del comitato per la salute della piana, per l’irresponsabilità di non aver voluto colmare una carenza di organico del reparto.

«Oggi la crisi di questa divisione,porta al ridimensionamento (o chiusura?)di Chirurgia,ortopedia e dello stesso punto nascite. Non vi è dubbio sottolinea ancora Galimi, che ci troviamo in una situazione di vera emergenza ed eccezionalità. Diventa logico e responsabile che le risposte dovranno essere urgenti ed, appunto, eccezionali.Intanto si potrebbe disporre l’arrivo di medici da altri ospedali. Sappiamo che anche le altre strutture ospedaliere non “abbondano” di personale, ma sarebbe una prima drammatica “bocca di ossigeno”per evitare la definitiva morte.
Lunedi,finalmente,arriverà il dott,Enzo Amodeo,dopo che gli era stata rifiutata la richiesta di restare in servizio fino si 70 anni.

Questa tardiva soluzione oggi si scontra con una concreta carenza di medici in reparto,che se non si interviene immediatamente per terminare un concorso in itinere da tempo,si finirà per rendere precario anche questa divisione importante,anche per la lunga lista di attesa relativa all’impianto di please Meker a tanti pazienti». Galimi ricorda ancora che i tecnici di radiologia, assunti da anni con contratto a tempo determinato,aspettano il rinnovo. «Il rischio per i nostri utenti rimane quello che questi lavoratori sono attratti dai concorsi a tempo indeterminato che propongono alcune aziende del nord,col pericolo reale che presto scoppierà anche questa emergenza».

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