lunedì,Ottobre 3 2022

Sanità, Occhiuto: «Medici cubani anche negli ospedali di Locri e Polistena»

Il presidente della Regione ha assicurato che entro fine anno la ricognizione dei conti sarà completata

Sanità, Occhiuto: «Medici cubani anche negli ospedali di Locri e Polistena»

«Arriveranno a fine settembre, faranno un percorso di formazione con l’università per tre settimane e poi andranno nei reparti ospedalieri». È questa la road map tracciata dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sull’arrivo dei medici cubani in Calabria. Questo pomeriggio ha partecipato al convegno dal titolo “Il cuore di Catanzaro”, organizzato dal cardiologo e presidente dell’ordine dei medici di Catanzaro, Vincenzo Ciconte.

Medici cubani destinati anche a Locri e Polistena

«Si tratta di una soluzione tampone e non strutturale – ha ribadito il presidente -. Abbiamo rivisto anche le regole sui concorsi e stiamo preparando un pacchetto per il reclutamento che renda più attrattivo, per quanto possibile, lavorare in Calabria. Però intanto l’organizzazione del lavoro nei reparti ospedalieri, soprattutto, di quei presidi ospedalieri più complicati deve andare avanti e io devo avere tutti gli strumenti nella cassetta degli attrezzi, anche strumenti di emergenza come questo».

Il presidente della Regione ha poi chiarito che i medici cubani saranno destinati anche ai reparti ospedalieri di Locri e Polistena, in provincia di Reggio Calabria: «Andranno soprattutto negli ospedali dove stentiamo a trovare specializzandi che vogliano lavorarci e medici che possano iniziare un percorso professionale. I medici calabresi fanno sacrifici più grandi degli altri medici perché spesso sono costretti a lavorare in condizioni davvero difficili». 

«Infatti in alcuni ospedali – ha proseguito Occhiuto – diventa difficile trovare medici disposti a spendersi. Tra l’altro, in alcune realtà come Locri capita pure che i medici vincano un concorso e poi si dimettano il giorno dopo. Si tratta di una situazione intollerabile però io non posso restare con le braccia conserte, ho il dovere di occuparmene per la sanità calabrese». https://9db1141ebb1ba36eb6fbbcdc4a5901c6.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-38/html/container.html

«Poche borse di studio? Finanziate quelle chieste» 

Il presidente ha poi commentato il recente finanziamento di nuove borse di studio per le scuole di specializzazione: «Abbiamo finanziato quelle che l’Università ci ha detto di finanziare. L’abbiamo fatto con i fondi comunitari risolvendo anche problemi legati alla rendicontazione di queste risorse perché le borse di studio con specializzazione hanno un orizzonte temporale che va al di là dell’orizzonte temporale della programmazione. Abbiamo fatto un sacrificio ma siamo disponibili a finanziarne altre ma questo deve avvenire di concerto con l’Università. Noi siamo una regione che ha una sola facoltà di Medicina, altre regioni hanno più facoltà di Medicina. Noi vorremmo un rapporto più intenso con l’Università ma soprattutto vorremmo che l’Università si facesse maggior carico dei doveri dell’assistenza sanitaria ai calabresi».

No a guerre di campanile tra Cosenza e Catanzaro

Da qui il chiarimento sulla polemica innescata a Catanzaro dalla possibilità di istituire un nuovo corso di laurea in Medicina alla Università della Calabria di Cosenza: «C’è stato un protocollo iniziale tra l’Università di Catanzaro e Cosenza per istituire alcuni insegnamenti di Medicina e credo che si stia procedendo in quella direzione. Però i problemi della sanità e del reclutamento dei medici e specializzandi è così grande che io non farei guerre di campanile su questo. È chiaro che una università deve avere una dimensione tale da potersi affacciare sul sistema universitario. Quindi Catanzaro va potenziata e non indebolita ma se ci sono altre esperienze in regione bisogna valutare l’opportunità di dar corso anche a queste iniziative».

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