sabato,Gennaio 28 2023

«L’ospedale di Scilla è morto»: i cittadini diffidano l’Asp per la chiusura del primo soccorso

Continuano le iniziative per lo stop ai servizi. Deposti fiori per protestare contro la decisione di condannare la struttura

«L’ospedale di Scilla è morto»: i cittadini diffidano l’Asp per la chiusura del primo soccorso

L’ormai ex ospedale di Scilla è chiuso da oltre un mese. Eppure, i cittadini continuano a non darsi pace nel dover accettare che lo storico Scillesi d’America possa essere demolito. Ma a fa scattare l’ennesima protesta è stata la notizia che molti servizi verranno ricollocati fuori dal territorio. 

Chiusura del punto di primo intervento

E in particolare, la chiusura definitiva del punto di primo intervento ha trovato il comitato pro-ospedale pronto a fare battaglia. Proprio per questo è già pronta la diffida nei confronti dell’Asp di Reggio Calabria, della commissaria Lucia di Furia e del presidente della regione Roberto Occhiuto affinché venga mantenuto il servizio a Scilla. A far diventare ulteriormente preoccupante la situazione è una realtà che vede il territorio della Costaviola, con oltre 50.000 utenti, scoperto da qualsiasi forma di primo soccorso. 

Carenze nel 118

E la carenza di ambulanze e personale nel settore dell’emergenza urgenza non fa altro che peggiorare la situazione. Tra le attese per l’arrivo dell’ambulanza e il trasferimento al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, i pazienti rischiano di non farcela. 

«L’ospedale è morto»

La battaglia del comitato è appena iniziata. E non si frenano le manifestazioni spontanee dei cittadini con lo scopo di lanciare chiari segnali alla politica. Ultimo sono in ordine di tempo l’iniziativa di accendere candele e deporre fiori all’ingresso dell’ex ospedale in segno di protesta contro la decisione di condannare a morte la struttura con motivazioni che i cittadini ancora non si spiegano e sulle quali chiedono ancora di vederci chiaro. «L’ospedale è morto – dicono – e a noi non resta che piangerlo».

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