mercoledì,Febbraio 1 2023

Medici cubani, il direttore dell’ospedale di Melito: «Ai pazienti importa essere curati»

L’oculista Pino Zuccarelli: «I colleghi che arrivano sono tutti preparati e daranno una mano per farci tornare quasi alla normalità»

Medici cubani, il direttore dell’ospedale di Melito: «Ai pazienti importa essere curati»

di Vincenzo Imperitura – C’è anche il Tiberio Evoli di Melito tra gli ospedali della provincia reggina in cui lunedì prenderanno servizio i medici cubani. Della pattuglia dei primi 52 camici bianchi arrivati direttamente nelle corsie dei nosocomi reggini (in totale dovrebbero essere 497 distribuiti su tutto il territorio regionale) dieci sono stati destinati all’ospedale affacciato sullo Jonio.

Arrivano a tappare alcuni dei numerosi buchi d’organico che negli anni hanno causato chiusure di reparti, forti ridimensionamenti e servizi a singhiozzo.

Ospedale di Melito, Cenerentola della sanità reggina

Cenerentola nella disastrata sanità reggina, la struttura di Melito copre i bisogni di una popolazione di circa 80mila persone che vivono nella parte più a sud della penisola. I medici cubani daranno una mano principalmente in pronto soccorso e nella medicina d’emergenza (tra loro anche due anestesisti) oltre che nella cardiologia riabilitativa.

Ma, soprattutto, dovrebbero contribuire alla riapertura del reparto di ortopedia, antico fiore all’occhiello dell’ospedale, chiuso con “provvedimento temporaneo” nel lontano 2017. Decisione arrivata dopo lo “scippo” di tre medici in forza all’Evoli e dirottati dall’Asp verso l’ospedale spoke di Locri, che, anche a causa della penuria di medici disposti a prendere servizio nella sanità reggina, rischiava a sua volta di chiudere.

La protesta e il processo

In quel caso, le proteste di un gruppo di cittadini che, per qualche minuto, occupò i binari della stazione ferroviaria del paese, finirono in tribunale. Da qui un processo concluso in primo grado solo qualche giorno fa che, dopo cinque anni, ha mandato assolti dall’accusa di interruzione di pubblico servizio il sindaco di Roghudi, un paio di ex amministratori di Melito Porto Salvo e persino un giornalista.

«Anni di grande sofferenza, i colleghi cubani ci daranno una mano»

«Ai pazienti non interessa chi li cura, ma essere curati. Quella cubana è nota per essere un’ottima sanità, i dottori che arrivano sono tutti dottori preparati e daranno una mano per farci tornare, quasi, alla normalità». Pino Zuccarelli, oculista, riveste il ruolo di Direttore medico di presidio. Sarà lui a introdurre i colleghi formati nelle università cubane (e con alle spalle numerose esperienze fuori dai confini dell’isola) agli imprevedibili percorsi del servizio sanitario regionale in salsa reggina.

«In questi anni abbiamo vissuto una grandissima sofferenza a causa della mancanza di medici. Siamo riusciti a garantire i servizi solo grazie a un grande senso di appartenenza di tutti verso il nostro ospedale. Sono certo che, nelle nostre stesse condizioni, altre aziende avrebbero chiuso. Nonostante tutto, in questi anni siamo riusciti ad ottenere anche ottimi risultati e l’arrivo dei nuovi medici è certamente un dato positivo. Dieci colleghi in più ci aiuteranno ad avere, almeno per il prossimo anno, una situazione più sostenibile e produttiva». 

Immediatamente in corsia, i medici caraibici saranno affiancati dai colleghi già in forza all’ospedale nei loro turni di servizio. «Quello della lingua non sarà un problema, e poi anche al collega del nord che si insedia, nei primi giorni, viene aiutato a tradurre il dialetto di qualcuno dei nostri pazienti più anziani. La cosa importante è che i nuovi colleghi ci daranno una mano e finalmente potremo riaprire il reparto di ortopedia. È un buon segnale, le cose sembra che stiano cambiando, ora si stanno concludendo anche gli iter di tanti concorsi. Io ci credo che possiamo ottenere una sanità normale anche qui».

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