domenica,Giugno 16 2024

Reggio, in carcere attività di prevenzione e screening tumorali

Nel dicembre scorso la presentazione del progetto di Prevenzione e screening delle patologie tumorali del colon retto

Reggio, in carcere attività di prevenzione e screening tumorali

La commissaria dell’asp di Reggio, Lucia Di Furia, il garante Giovanna Russo e il direttore degli Istituti
Penitenziari di Reggio Calabria il Giuseppe Carrà hanno presentato un’iniziativa in tema di prevenzione, la prima in assoluto per negli istituti penitenziari in Calabria.

«All’interno di luoghi della privazione della libertà personale la tutela della salute appare spesso una chimera a fronte delle quotidiane emergenze che il sistema penitenziario affronta. Non è così a Reggio Calabria dove si vuole costruire un modello virtuoso. Già nel dicembre scorso l’asp di Reggio Calabria era stato presentato il progetto di Prevenzione e screening per la popolazione afferente le patologie tumorali del colon retto». È quanto dichiara la garante per le persone Detenute del comune di Reggio Calabria, Giovanna Russo.

Un’iniziativa apripista regionale

«Questa iniziativa già promossa all’esterno, per la prima volta trova accoglimento all’interno di una casa circondariale. Importanti e significativi i messaggi che sono stati trasmessi alla popolazione detenuta presente all’interno della sala teatro dell’Istituto di Reggio Calabria San Pietro. Presenti per l’asp Lucia Di Furia, il coordinatore Sanità Penitenziaria San Pietro Luciano Lucania, il direttore dipartimento Prevenzione asp Reggio Sandro Giuffrida, la Responsabile Centro Screening Oncologici asp Reggio Adriana Romeo, la responsabile laboratorio analisi asp di Reggio Maria Teresa Fiorillo, Rubens Curia per l’associazione Comunità Competente e Simonetta Natalia Neri, presidente di Federfarma», sottolinea la garante Giovanna Russo.

A prendere la parola per i saluti istituzionali e l’avvio del momento informativo e formativo, il direttore Carrà che ha espresso grande plauso per un’iniziativa apripista nel panorama regionale.

Attenzione alle persone detenute

«Un segno concreto ancora una volta dell’attenzione concreta e reale verso le persone detenute. Reggio Calabria dimostra di essere all’avanguardia rispetto alle iniziative che vengono concretamente operate e messe in campo all’interno degli istituti penitenziari. Ben consapevoli di quelle che possono essere in generale le criticità del sistema sanitario penitenziario, non ci si ferma alle sole risoluzioni emergenziali. Un evento di massina attenzione al miglioramento della qualità della vita del detenuto di cui lo Stato è responsabile», afferma il direttore Giuseppe Carrà.


La commissaria Lucia Di Furia ha successivamente preso la parola entrando nel merito di quella che è l’iniziativa. Ha trasmesso grande entusiasmo per l’opportunità di screening offerta alle persone recluse. «Un segno di attenzione ad una politica sanitaria di prevenzione quale elemento dell’avere cura, che non lascia indietro nessuno. Sono particolarmente felice da medico impegnato in prima linea e da commissario dell’asp della possibilità di accorciare le distanze tra il dentro il fuori».

La salute nella privazione della libertà

L’avvocato Russo, dal canto suo, si dichiara «particolarmente soddisfatta di questo momento informativo promosso in favore della popolazione detenuta. Il diritto alla salute penitenziaria non deve essere un’irraggiungibile meta solo perché ci si trova nella condizione di privazione della libertà personale. Questa iniziativa era già nata nel giugno scorso in occasione di una riunione del tavolo tecnico sulla sanità penitenziaria. Oltre ad occuparsi delle concrete ed effettive esigenze della popolazione detenuta e delle emergenze quotidiane, un focus ha riguardato la concreta promozione del diritto e la tutela del diritto alla salute in carcere.

Parlare di diritto alla salute, alle cure, all’interno degli istituti penitenziari non è sempre scontato. Una contrazione del diritto alla salute in carcere implica purtroppo un peggioramento delle qualità della vita del detenuto e quindi un riverbero negativo anche su chi vi lavora», sottolinea ancora la garante Giovanna Russo.

Lungimiranza e progettualità

Prezioso anche l’apporto tecnico da parte delle dottoresse Fiorillo e Romeo in tema di prevenzione. Molte e interessate le domande da parte della popolazione detenuta. «Serve lungimiranza, serve progettualità per una visione concreta delle criticità del mondo penitenziario che necessita di competenze specifiche in materia soprattutto quando si parla di diritto alla salute dei detenuti.

Creare modelli virtuosi come le tante iniziative già fatte e quelle in programmazione, dimostrano che il dialogo Inter istituzionale tra le parti è la strada per poter diffondere la cultura della legalità in primis che passa per una effettiva promozione dei diritti», conclude la garante per le persone Detenute del comune di Reggio Calabria, Giovanna Russo.

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