domenica,Giugno 16 2024

Scontro tra sindacati sull’Ospedale di Locri: «Non va tutto bene»

La Fp Cisl replica a Callea che esprimeva apprezzamento per il nuovo corso di D’Ascoli. «La scusa del “siamo appena arrivati” non è più percorribile»

Scontro tra sindacati sull’Ospedale di Locri: «Non va tutto bene»

«Non si può dire che tutto vada bene». Mentre la FP Cgil di Reggio Calabria ha espresso apprezzamento per il tentativo di riorganizzazione che il nuovo direttore Sanitario dell’Ospedale di Locri Giuseppe D’Ascoli sta tentando di portare avanti, il segretario generale aggiunto della Fp Cisl Giuseppe Rubino non va molto per il sottile sottolineando come la situazione del nosocomio di contrada Verga descritta da Francesco Callea «non corrisponde assolutamente alla realtà».

Secondo Rubino «I dipendenti lamentano abbandono sulle priorità che riguardano l’assistenza e particolare interesse a tutelare e valorizzare alcune figure che si vedono allontanate dai luoghi di cura per intraprendere carriere in posti o uffici che secondo la normativa andrebbero attribuite con procedure concorsuali. In aggiunta vengono demansionate altre figure che non rientrando in elenchi o in “considerazioni speciali”, destinandole a mansioni di livelli ben inferiori».

A ciò per «Si aggiunga “l’epurazione” di alcune figure, guarda caso, iscritte al sindacato “sbagliato” dall’elenco degli infermieri delegati al rischio clinico senza parere dei responsabili di riferimento». Nel mirino della Cisl la notizia della riattivazione del posto fisso di polizia, anticipato qualche giorno fa proprio da “Il Reggino”. «Il posto fisso di Polizia che tutti vogliono – osserva Rubino – non è sicuramente frutto del solo impegno della nuova figura e non è comunque chiaro e funzionale il posizionamento all’interno del nosocomio, visto che è ben lontano dal Pronto Soccorso».

Intanto la Cisl ha annunciato la convocazione di assemblee sindacali negli ospedali di Locri, Polistena e Gioia Tauro tra domani e dopodomani nel corso delle quali «Verrà reso un quadro chiaro e denunciate tutte le cose che nell’Asp vanno molto male, mettendo a conoscenza i vertici aziendali, le autorità competenti e l’utenza, la polvere sotto il tappeto ha raggiunto un cumulo non sopportabile, la scusa del “siamo appena arrivati” non è più percorribile».

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