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Partorire sole all’Ospedale di Locri? Impegno mantenuto: dall’1 giugno i padri potranno assistere

Dopo la denuncia de "Il Reggino" si è attivata una sinergia per consentire alle neo mamme di poter vivere in serenità un giorno speciale

Partorire sole all’Ospedale di Locri? Impegno mantenuto: dall’1 giugno i padri potranno assistere

Un piccolo ma grande passo verso la normalità. All’ospedale di Locri dove nei mesi scorsi ilreggino.it si è occupato di una situazione particolare. Partorienti costrette a vivere da sole l’esperienza del parto. Ai visitatori era impedito l’accesso.

La denuncia

Dopo la nostra denuncia immediato è stato l’intervento della Garante regionale della salute Anna Maria Stanganelli che, oggi, porta un primo risultato. Dal primo giugno, infatti, i padri potranno assistere le neo mamme nei momenti finali del parto.

Risultato importante raggiunto grazie alla sinergia tra l’Ufficio del Garante della Salute della Regione Calabria e il Direttore dell’ U.O. di Ginecologia e Ostetricia dell’ Ospedale di Locri, Giuseppe Macri. Tutto su impulso dell’Associazione Salvagente Italia, nella persona dell’avvocato Valentina Starinieri e del presidente Mirko Damasco.

La garante

«Dal 1 giugno i papà potranno assistere alla nascita del proprio figlio, negli attimi fatidici del parto». Ha esultato la Stanganelli. «Un primo importante risultato era stato raggiunto, a seguito delle interlocuzioni avvenute nel mese di marzo, garantendo a partire dal 6 aprile la possibilità di visita alle neo-mamme per due volte al giorno. Prima consentita solo una volta».

Oggi un altro impegno che assunto nel corso dell’incontro avvenuto il 17 aprile tra la stessa Garante della Salute, Anna Maria Stanganelli e il Dottor Macri che si è concretizzato in poco tempo, un segnale importante per tante mamme che finalmente potranno condividere assieme ai papà la gioia di una nuova vita, grazie alla sensibilità del Primario del reparto. «Continuerò a seguire la vicenda, in stretto contatto con il Dottor Macri e l’Associazione Salvagente».

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