mercoledì,Febbraio 28 2024

Ospedale di Scilla, il sindacato diffida l’Asp e Occhiuto: «Dati approssimativi va riaperto»

L’organizzazione Sicobas mette nero su bianco una richiesta supportata da documenti che mettono in dubbio i rilievi che hanno portato alla chiusura

Ospedale di Scilla, il sindacato diffida l’Asp e Occhiuto: «Dati approssimativi va riaperto»

«Con riferimento all’Ospedale di Scilla, la scrivente O. S., tramite l’ausilio dei propri consulenti, ha avuto modo di appurare che i dati della relazione tecnica eseguita da “A.E.I. Progetti” per conto dell’ASP di Reggio Calabria, risultano approssimativi. Ed addirittura errati in alcune sezioni. Le parti relative agli elementi tecnici di maggiore rilevanza, sono carenti sia nella parte informativa che in quella descrittiva».

A scrivere è il coordinatore regionale del sindacato Sicobas di Sicilia e Calabria Roberto Laudini. L’organizzazione ha diffidato l’Asp di Reggio Calabria chiedendo la riapertura del nosocomio scillese. Le motivazioni, così come da sempre sospettato dal Comitato pro Ospedale, sono relative alla stabilità e sicurezza della struttura messa in dubbio dall’Asp.

«Carenza di informazioni tecniche»

«Un esempio concreto, è rappresentato dalla sezione relativa ai materiali che costituiscono le strutture portanti contraddistinte da una carenza di informazioni tecniche indispensabili per la valutazione concernente il grado di sicurezza delle stesse. Previsto dal Documento di Indirizzo alla Progettazione. Altresì non fornisce soluzioni alternative ad un intervento di adeguamento giudicato antieconomico. Difatti la relazione non convince se guardiamo alla “valutazione economica” non supportata da elaborati di raffronto tra più soluzioni tecnico-progettuali pur richieste dalla committenza».

Carenze documentali

Per il sindacato il documento esaminato appare essere «oggettivamente un ibrido. Rimasto a metà strada tra l’analisi delle indagini strutturali e la valutazione economica degli interventi attuabili, senza fornire i dati minimi richiesti per l’uno o per l’altro fine che esso si prefiggeva. L’Asp ha presentato un progetto per il nuovo Ospedale di Scilla che dovrebbe sorgere dalle ceneri del vecchio. Ciò comporterebbe l’abbattimento e conseguente ricostruzione dello stesso, prospettando l’eventuale  riapertura nel 2026.

Tralasciando l’enorme spesa che dovrebbe affrontare l’Asp di Reggio Calabria, c’è da considerare, il fatto che in Italia, ed ancor più, in Calabria, spesso viene “sbandierata” la data di avvio dei lavori, ma si disconosce la realeultimazione degli stessi. Con la conseguente reale consegna dell’opera. Ad esempio l’ospedale di Vibo Valentia 20 anni e ancora non è ultimato, l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, 45 anni e ancora in itinere».

Alternative possibili 

Il sindacato ha suggerito «interventi mirati e di consolidamento, per valorizzare una struttura che ha un grande valore storico culturale. Un valore affettivo ed emotivo per tutti i cittadini scillesi emigrati in America, che con la loro indimenticabile ed eterna opera di generosità ne hanno consentito la realizzazione e l’inaugurazione nel 1956.  Un complesso ospedaliero munito di lapide con la dicitura: “Per munifica donazione degli Scillesi D’America, edificato”.

Ad oggi l’Ospedale di Scilla non sta funzionando e la cittadinanza è costretta a sottoporsi a visite mediche altrove. Addirittura rivolgersi ai privati (mancano medici, infermieri, OSS e personale tecnico-amministrativo). Tutto ciò non è tollerabile. Denunciamo alle autorità competenti e di riferimento la grave situazione in cui versa la comunità scillese che chiede di essere ascoltata. Sarebbe utile considerare anche le proposte di parti sociali e di associazioni del territorio che dialogano quotidianamente con i cittadini».

Riqualificare per non demolire

La riqualificazione e la valorizzazione dell’esistente struttura per l’organizzazione sindacale «determinerebbe a nostro giudizio un risparmio in termini economici. Ciò detto, andrebbe avviata da subito l’apertura del necessario pronto soccorso così come il riavvio di alcuni reparti indispensabili per la messa in sicurezza di un territorio rimasto senza assistenza sanitaria.

Tale operazione permetterebbe ai cittadini Scillesi di ridurre il rischio di decesso per mancata ed immediata disponibilità della cura e la conseguente ripresa degli screening relativi alla prevenzione. Non va dimenticato l’impiego di personale qualificato che rappresenterebbe un’enorme e positiva ricaduta economica per l’intero tessuto sociale scillese».

La diffida

Queste le motivazioni che hanno portato il sindacato a diffidare «il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, il Commissario dell’ASP di Reggio Calabria, dott.ssa Di Furia, ad intervenire immediatamente per consentire l’apertura dei settori già citati. Ed eventualmente di altri da individuare in relazione ai bisogni più impellenti. Il nostro auspicio è il ritorno di quel servizio pubblico penalizzato, bistrattato e dimenticato da quella parte della politica regionale e territoriale che oggi potrebbe dare un contributo decisivo».

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