martedì,Febbraio 27 2024

Ospedale di Locri, Amodeo dopo il dietrofront: «Ho lanciato un segnale per capire se ci sono più falchi o quaglie»

Il primario di Cardiologia: «Patto con la direzione strategica per rilanciare il reparto»

Ospedale di Locri, Amodeo dopo il dietrofront: «Ho lanciato un segnale per capire se ci sono più falchi o quaglie»

«Avevo la necessità di lanciare un sasso in piccionaia e vedere se volano falchi o quaglie». Usa una metafora che si rifà al mondo animale Vincenzo Amodeo, il primario ad interim del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Locri che ieri, dopo un confronto con i vertici dell’Asp di Reggio, ha deciso di restare alla guida dell’unità ospedaliera del nosocomio di contrada Verga.

«Io non rinuncio all’idea che questo reparto possa essere rilanciato – ha osservato il cardiologo -. Ma siamo in tempo di guerra, e in tempo di guerra ci vogliono soldati. Abbiamo fatto un patto d’onore con la direzione strategia. Vediamo se i fatti pensati riusciremo a concretizzarli». Al centro del faccia a faccia il contenuto della missiva inviata la scorsa settimana all’azienda sanitaria provinciale reggina in cui riteneva «inutile e infruttuoso» ogni tentativo di rilancio. «Ai cardiologi ho contestato la carenza di formazione su alcune metodiche – ha evidenziato Amodeo – e la formazione passa attraverso le conoscenze».

Ma quale è il problema dell’ospedale di Locri? Secondo Amodeo «c’è stata in passato una gestione maniacale, la politica non ha pensato di puntare sulla meritocrazia. Se a Polistena sono riuscito a realizzare qualcosa il merito è della squadra che ho creato. A Locri c’è troppo individualismo che non riguarda solo la Cardiologia. Il problema serio è il reclutamento di medici, sono pochi e malpagati. Non c’è attrattività economica, il reparto non è strumentalmente adeguato e il giovane è scoraggiato».

Da Amodeo un encomio al nuovo corso della direzione strategica dell’Asp reggina. «Ha capacità manageriali superlative – ha ammesso – ma serve tempo e lavorare in sinergia positiva. I protagonisti veri devono essere i medici, sopra di loro non ci deve essere nessuno e il malato deve tornare a essere al centro della nostra attenzione. Sono molto fiducioso – ha concluso il cardiologo – e non vado a fare il primario a Locri per prendere due stipendi».

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