lunedì,Aprile 15 2024

Ospedale di Polistena, dopo gli interventi cancellati i cittadini protestano: «Ora basta»

Manifestazione questa mattina organizzata dal Comitato a tutela della salute dei cittadini della Piana

Ospedale di Polistena, dopo gli interventi cancellati i cittadini protestano: «Ora basta»

di Giuseppe Mancini – Le carenze della sanità e nello specifico dell’ospedale “Santa Maria degli Ungheresi” sono state al centro di una manifestazione di protesta avvenuta in mattinata dalle ore 09:30 a Polistena nell’area antistante il presidio ospedaliero. A organizzare l’incontro il Comitato spontaneo a tutela della salute dei cittadini della Piana, con le seguenti motivazioni: «L’ospedale spoke di Polistena è senza anestesisti, dall’uno marzo sono stati sospesi tutti gli interventi, chi ha bisogno può aspettare o partire per terre lontane. 

Liste d’attesa infinite, disagi enormi, dolore, viaggi della speranza e arricchimento indebito del privato, noi non ci stiamo più». I cittadini sono stati invitati a ricostruire il futuro e a «schierarsi accanto ai medici liberi e a tutti gli operatori sanitari che vorrebbero lavorare in tranquillità, ma non trovano condizioni idonee». Il comitato fondato nel luglio 2022 da Marisa Valensise, Francesco Trimarchi, Marcello Cordino e Francesco Nasso ha anticipato la mobilitazione di piazza lanciata dal sindaco di Polistena Michele Tripodi per il prossimo 4 maggio.

Nonostante l’impegno del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto che è anche commissario ad acta della Sanità in Calabria e della direttrice generale dell’Asp di Reggio Calabria Lucia Di Furia, i quali si stanno adoperando per aprire nuovi reparti, acquistare macchinari e favorire il miglioramento delle condizioni generali, il problema della Sanità nella Piana di Gioia Tauro è cronico e il territorio ne soffre terribilmente. Scarseggiano le guardie mediche, le case di comunità e gli ospedali attrezzati in modo impeccabile, e continuano i viaggi della speranza per curarsi al Nord Italia, con una spesa di centinaia e centinaia di milioni di euro. Molti professionisti rifiutano di venire a lavorare in Calabria e i medici cubani a cui ci si è rivolti, e che stanno lavorando molto bene, rappresentano solo una soluzione tampone ad una situazione atavica.
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