sabato,Giugno 15 2024

Ospedale di Polistena, il racconto: «Mi dicevano di andare al Nord, ma qui mi hanno curato con professionalità»

La testimonianza di un paziente che ha subito un delicato intervento nella struttura della Piana: «Ho risolto il mio problema»

Ospedale di Polistena, il racconto: «Mi dicevano di andare al Nord, ma qui mi hanno curato con professionalità»

di Giuseppe Mancini «Non è stato un intervento semplice, anzi era ad elevato rischio, tutti mi consigliavano di andare al Nord, invece mi sono operato all’ospedale di Polistena, dove mi hanno curato con professionalità e umanitàrisolvendo il mio problema come avrebbero fatto in un centro d’eccellenza».  È la testimonianza di buona sanità riportata da un uomo della Piana di Gioia Tauro, che, una volta dimesso, ha inviato una lettera di ringraziamento al personale di Chirurgia del presidio ospedaliero “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena del direttore sanitario Francesca Liotta.

L’uomo è stato sottoposto a un intervento all’addome durato cinque ore, utilizzando la tecnica chirurgica mininvasiva della laparoscopia. Nella sua missiva si congratula con medici, infermieri, oss, personale delle pulizie, insomma, con tutti quelli che sono stati a contatto con lui, e in particolar modo con il medico in servizio presso il reparto di chirurgia generale Asbel Diaz «chiamato affettuosamente e con stima “u cubanu”» e con Anastasio Palmanova che «dirige con competenza e umanità il reparto di Chirurgia».

Vicenda positiva che spinge il paziente, tornato a casa, a suggerire a chi ne avesse bisogno il reparto di Chirurgia dell’ospedale di Polistena:«Qualcuno mi diceva “se ti fai operare lì non uscirai vivo”. Sicuramente, in passato c’era qualche problema, e so che non tutti saranno d’accordo, ma alla luce della mia esperienza mi permetto di consigliare la Chirurgia di Polistena. Rivolgetevi prima di emigrare nelle strutture del Nord, dove potreste essere trattati come un numero, e non potreste mai ricevere l’affetto che ho ricevuto io da tutto il personale che mi ha curato».

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