mercoledì,Febbraio 21 2024

Il 2 novembre di preghiera a Locri nel cimitero “liberato” dai clan

La messa del vescovo Oliva a pochi mesi dalla demolizione delle tombe abusive. Calabrese: «Camposanto senza padrini e padroni»

Il 2 novembre di preghiera a Locri nel cimitero “liberato” dai clan

Non è stato un 2 novembre qualsiasi a Locri. La tradizionale messa del giorno dei defunti celebrata davanti al cimitero cittadino dal vescovo Francesco Oliva ha il sapore di una ritrovata libertà e normalità in un luogo sacro, oltraggiato e profanato dalla ‘ndrangheta come accertato dall’inchiesta della Dda reggina che soltanto pochi mesi fa ha fatto luce su un giro di estorsioni al camposanto locrese che ha portato al fermo di una decine di persone ritenuti contigue ai clan cittadini. L’inchiesta partì dopo la denuncia del sindaco Giovanni Calabrese sulle tombe abusive, poi demolite sotto gli occhi dei carabinieri perché edificate illegalmente. Nel corso della sua omelia il vescovo Oliva ha ribadito con fermezze che «Il camposanto è un luogo pubblico dove non si fanno affari o speculazioni». Un concetto rimarcato anche dal primo cittadino di Locri. «Oggi – afferma Calabrese – il cimitero di Locri è senza padrini e senza padroni. Anzi con i nuovi e giusti padroni: tutti noi cittadini. Un cimitero – ha proseguito – dove tutti abbiamo subito arroganza e prepotenza. Presto troveremo il modo per risarcire chi ha subito torti e danni anche con complicità amministrative in corso di verifica».

La bonifica del cimitero dunque è appena iniziata. «Troveremo una soluzione per riqualificare la struttura – ha evidenziato Calabrese – con l’obiettivo di trasformarlo in un giardino decoroso, dove l’unico rispetto”deve essere riservato ai nostri cari defunti ai quali oggi va il nostro affettuoso ricordo. Locri ha subito per oltre quarant’anni questo scempio. Locri non subirà mai più. A nessuno sarà più consentito tornare ad abusare della nostra libertà».

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