venerdì,Aprile 19 2024

Non regge l’aggravante mafiosa, sconto di pena in Appello per i Fotia

Arsenale ritrovato a Cardeto, accolte le tesi difensive: quelle armi non erano nella disponibilità della cosca Serraino come sostenuto dall'accusa

Non regge l’aggravante mafiosa, sconto di pena in Appello per i Fotia

La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha riformato la sentenza del gup di Reggio Calabria che in primo grado aveva condannato per detenzione di armi Domenico Fotia (cl.1960) ad anni 7 e mesi 4 di reclusione ed i figli Sebastiano (cl.1987) ed Antonino (cl. 90) entrambi ad anni 6 di reclusione, tutti di Cardeto e tutti e tre difesi dall’avvocato Giuseppe Nardo. 

La vicenda aveva inizio quando nel marzo dell’anno scorso, a seguito di una perquisizione in casa e nei terreni circostante la loro abitazione, originata nell’ambito di altro procedimento penale per estorsione, era stata trovata una vera e propria Santa Barbara. Infatti, in più nascondigli, alcuni realizzati all’interno di case disabitate ed ubicate nelle immediate vicinanze di quella dei Fotia ed altri ricavati all’interno di profonde buche scavate e disseminate nei costoni montani presenti nei paraggi ed opportunamente celate alla vista e rese impermeabili agli agenti atmosferici, erano stati ritrovati ben 14 fucili di vario calibro, un migliaio di munizioni e diversi chili di polvere da sparo. 

Ai predetti, arrestati in flagranza di reato, veniva contestata otre alla detenzione illegale delle armi, la maggior parte modificate e prive di matricola che era stata abrasa, anche l’aggravante mafiosa dell’agevolazione della cosca Serraino, ritenuta operante su quel territorio. 

L’ipotesi investigativa, ricavata anche sulla base dell’appartenenza del capo famiglia al noto casato di ‘ndrangheta dei Serraino, egemone sul territorio della montagna aspromontana, era che l’arsenale fosse tenuto a disposizione di quella cosca mafiosa. 

Contro la sentenza di condanna aveva proposto appello il difensore dei tre Fotia, avvocato Giuseppe Nardo, il quale aveva criticato la sentenza sia in punto di responsabilità e sia specialmente sulla configurazione dell’aggravante mafiosa. 

La Corte d’Appello, accogliendo parzialmente la tesi difensiva, ha escluso l’aggravante della agevolazione della cosca Serraino ed ha sensibilmente ridotto di due anni le pene precedentemente comminate dal primo giudice che passano da 7 anni e 4 mesi a cinque anni e 4 mesi per Fotia Domenico e da sei anni a 4 per i figli Antonino e Sebastiano.

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