giovedì,Ottobre 21 2021

Villa San Giovanni: la travagliata storia dell’amministrazione Siclari

Dalla sospensione-lampo per il caso "Bandafalò" alla commissione d'accesso antimafia che non portò allo scioglimento. E poi la crisi politica con una parte della maggioranza passata all'opposizione

Villa San Giovanni: la travagliata storia dell’amministrazione Siclari

È una storia particolarmente travagliata quella dell’amministrazione Siclari.

Eletto sindaco nel giugno del 2017, dopo una lunga esperienza da consigliere comunale e assessore, Giovanni Siclari riesce ad ottenere la vittoria con la lista “LeAli per Villa”, battendo il diretto avversario Salvatore Ciccone. Ma l’esultanza del primo cittadino dura solo poche ore, considerato che, appena due giorni dopo, il prefetto di Reggio Calabria lo sospende per effetto della legge Severino, a seguito di una condanna a un anno e mezzo di reclusione rimediata nel processo “Bandafalò”, per il reato di abuso d’ufficio.

La sospensione da sindaco

Siclari fa appena in tempo a nominare Maria Grazia Richichi sua vice. E sarà proprio lei a “reggere” palazzo San Giovanni, pur fra tantissime contestazioni sulla legittimità di quella nomina. Nel frattempo si instaurano diversi ricorsi dinanzi al Tar, con cui si eccepisce anche l’illegittimità della candidatura di Siclari a primo cittadino, in quanto già cosciente di essere condannato in primo grado. Siclari, però, la spunta in giudizio. La sua candidatura è legittima.

L’accesso antimafia

Frattanto, nell’ottobre 2017, a Villa viene inviata anche la commissione d’accesso antimafia che deve appurare se vi sia stato o meno un condizionamento della ‘ndrangheta all’interno del Comune. Il 6 giugno del 2018 la decisione che chiude i giochi: nessuno scioglimento, non ci sono elementi per dichiarare l’infiltrazione mafiosa.

Il ritorno del sindaco

Si arriva così al 30 giugno del 2018, quando la Corte d’Appello assolve il sindaco da alcuni reati e ne dichiara uno prescritto. Per lui è il momento di riappropriarsi della fascia tricolore ed iniziare ad amministrare la città. Sarà proprio in questi mesi che, secondo la tesi della Procura, si sarebbe consumato il reato da parte del primo cittadino di Villa San Giovanni.

La crisi di maggioranza

Intanto, i problemi politici non finiscono qui, perché, dopo poco tempo, una parte della maggioranza inizia a manifestare un forte dissenso. Il gruppo “Riscatto civile”, dopo diverse schermaglie, decide di uscire ufficialmente dai banchi della maggioranza e accomodarsi all’opposizione. È l’inizio di un periodo di feroci polemiche, con la compagine di governo della città che si trova sempre più con numeri risicati. L’ultima polemica è proprio di qualche giorno fa con un “botta e risposta” fra “Riscatto civile” ed il sindaco.

Ora questa vera e propria deflagrazione all’interno di Palazzo San Giovanni che, di fatto, rischia di mettere i titoli di coda all’esperienza amministrativa di “LeAli per Villa”.

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