domenica,Ottobre 17 2021

Bagnara, mareggiata devastante. L’esperto: «Nessuna prevenzione»

Strade distrutte, torrenti ostruiti e cittadini allarmati. L'amministrazione comunale s'impegna ad intervenire, ma l'esperto è tranciante: «Era tutto previsto, ma la politica non se ne preoccupa»

Bagnara, mareggiata devastante. L’esperto: «Nessuna prevenzione»

Era tutto prevedibile, eppure, anche questa volta il day after mostra un triste scenario apocalittico di quel che resta della Costa Viola.

La situazione a Bagnara

Una mareggiata così non si vedeva dal 1979, raccontano i più informati, e i segni sono sotto gli occhi di tutti. Ad essere colpita in modo feroce dalla violenza del mare è stata, soprattutto, Bagnara. Qui, il quartiere di Marinella è stato letteralmente spazzato via, prima dalla mareggiata e poi dai torrenti. Infatti, dopo una giornata di onde alte fino a 7 metri, venti di burrasca e una maestosa mareggiata, è arrivata la pioggia torrenziale durante la notte a dare il colpo di grazia.

I torrenti, soprattutto il Gaziano e il vallone Pinno, già parzialmente ostruiti dalla scorsa recente mareggiata, hanno messo in allarme l’intero quartiere. In nottata hanno esondato riversandosi, insieme a rifiuti e detriti, per strada. Le strade si sono trasformati in fiumi e l’interminabile pioggia non ha fatto altro che aggravare una situazione già di per se preoccupante.

Scilla e Gioia Tauro

Più clemente il mare è stato con Scilla dove, lo scenario è identico a quello della scorsa settimana. Sabbia in strada, lungomare travolto dal mare, panchine e fioriere spazzate via dalla furia delle onde, lampioni travolti. Ma nulla che gli scillesi non abbiano già visto.

Stessa sorte a Gioia Tauro dove anche il Budello, sorvegliato speciale già da mesi per la sua evidente pericolosità, ha tracimato alla foce.

L’amministrazione interviene a Bagnara

Rimane Bagnara la terra più duramente segnata ed è qui che abbiamo chiesto lumi all’amministrazione comunale e gli esperti per comprendere come sia necessario intervenire considerando che, dopo la tempesta natalizia, le previsioni non tendono a migliorare, anzi, per l’antivigilia di capodanno è prevista la terza mareggiata del mese.

«Abbiamo immediatamente aperto il Coc (centro operativo comunale) – spiegano gli amministratori locali – con un tavolo tecnico alla presenza dell’amministrazione comunale, della Protezione civile regionale, dei Vigili del fuoco dei Tecnici comunali, dei Carabinieri, vigili urbani e capitaneria di porto. Abbiamo fatto un sopralluogo nelle zone interessate per trovare soluzioni tecniche ai problemi causati dalla mareggiata. È stato pianificato lo svuotamento ponte Malopasso e inizieremo da subito a lavorare per il ripristino della viabilità pedonale e veicolare nella strada verso il porto con interventi mirati».

La conta dei danni è ancora in corso, proprio per questo è impossibile quantificare la cifra che sarà necessaria per ripristinare la situazione e garantire sicurezza a Bagnara. Ma proprio in termini di sicurezza abbiamo interpellato Edmondo Caruso esperto ufficiale idraulico di Calabria Verde che monitora personalmente, soprattutto, la situazione dei torrenti.

Parla l’esperto

«Questa mareggiata, ampiamente annunciata sui social, come la precedente di 10 giorni fa, doveva essere presa nella massima considerazione dalle autorità, soprattutto nei punti sensibili, già rimaneggiati, quali la strada che conduce alla torre Ruggiero e tutto il lungomare zona Marinella – spiega Caruso – Invece, come al solito, non si previene nulla ed i danni sono ingenti. Certamente la mareggiata di oggi è di una potenza simile a quella 1979 ma qualcosa si poteva salvaguardare. L’area maggiormente sensibile è la strada che conduce al porto che negli ultimi 10 anni nessuno ha preso provvedimenti per sistemare i muri o eventualmente possibili scogliere a protezione delle abitazioni e dell’unica strada che conduce al Porto.
Il Pinno è un vallone che raccoglie le acque provenienti da Porelli. Lo hanno caricato troppo con deviazioni a monte. Inoltre è sempre invaso da rifiuti di ogni genere. Basta un nulla e si allaga. È un tombino di raccolta. Certamente il problema non è la quantità d’acqua ma il fatto che spesso è occluso».

Amara considerazione che si scontra inevitabilmente con le responsabilità politiche e con la mancata prevenzione. Il tutto in un territorio fortemente provato e segnato da un dissesto idrogeologico di enormi proporzioni.

«Siamo messi veramente male in quanto la politica bagnarese non cura un malato terminale che è Bagnara ma, piuttosto preferisce nascondere o non intervenire per incapacità nel programmare interventi strutturali. Vorrei dire, comunque, che questa è una mareggiata estrema, ma prevista. Le aree a rischio dovevano essere messe in sicurezza visto che già 10 giorni fa i muri nella strada che conduce al Porto erano crollati».

Adesso non resta che aspettare i primi interventi e sperare che, almeno questa volta, le previsioni siano prese in considerazione evitando che la paura la faccia nuovamente da padrona.

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