sabato,Luglio 13 2024

Roberto Vizzari si racconta. Un lungo percorso politico da sindaco a candidato alla regione Calabria

Schierato nelle file del centrodestra dopo aver sposato il progetto dell'Udc. Vizzari dopo aver governato San Roberto guarda alla regione per salvare una Calabria che «se non è proprio all'inferno, poco ci manca»

Roberto Vizzari si racconta. Un lungo percorso politico da sindaco a candidato alla regione Calabria

Un gigante buono dalla lunga e ricca storia politica. Abbiamo intervistato Roberto Vizzari che, dopo aver condotto la sua battaglia a livello comunale adesso punta alla regione candidandosi con l’Udc. Un impegno costante e vita dedicata al territorio. Un legame forte con la sua terra ma una visione futura che vede una Calabria migliore. Così Vizzari ci racconta la sua idea e i suoi programmi per dare alla regione un volto diverso.

1) Vizzari cosa ne pensa di questa situazione politica generale?

La Calabria se non è proprio all’inferno, poco ci manca. In questi anni la confusione programmatica e l’immobilismo l’hanno fatta da padrone. Il centrosinistra ha fallito, la nostra Regione è agli ultimi posti in tutte le classifiche relative al benessere socio-economico della popolazione. In un contesto come questo, quasi drammatico, come ho già detto nelle scorse settimane, si è pensato fino ad oggi troppo poco alle istanze provenienti dalla popolazione, ma molto di più ad incastrare nomi e coalizioni. Mancano i progetti, una visione di sviluppo. 
La stessa vicenda di ieri di Oliverio è paradossale e incoerente e nasce, credo, dalla consapevolezza di una vittoria della compagine di centrodestra durante il prossimo turno elettorale. 
Con l’Udc, invece, grazie al lavoro del segretario regionale Franco Talarico, abbiamo creato una lista forte e giovane, che comprende amministratori ed ex amministratori qualificati e seri, membri della società civile e gente proveniente dal mondo accademico. Possiamo ottenere un grande risultato.  

2) Quali saranno le priorità per lei?

Le priorità sono parecchie e sicuramente tutte importanti. Al primo posto metto il benessere concreto della nostra società e con esso il futuro dei nostri giovani, il che significa agire per incentivare il lavoro e l’occupazione e fermare l’emorragia di cittadini che si trasferiscono altrove. Altro tema fondamentale è quello della sanità, settore oramai al collasso. In Calabria viene negato anche il più fondamentale dei diritti, come quello della salute, e questo non è più accettabile.  Altra cosa da fare è dare una risposta, per quel che riguarda la sicurezza, ai cittadini, con questa terra ancora oggi violentata da criminalità e corruzione. E poi credo fortemente nello sviluppo, Sociale ed Economico, come antidoto all’immobilismo. Nella Cultura come strumento di creazione di identità e di appartenenza. 

3) Quanto conteranno i luoghi da cui proviene e cosa si impegna a portare come obiettivi locali?

I luoghi da cui provengo contano tantissimo, io stesso li definisco i miei “luoghi del cuore”. Credo che l’area della Vallata del Catona, con tutta quella metropolitana debbano essere al centro del progetto di sviluppo che intendiamo creare per la nostra Regione. Innanzitutto attraverso le infrastrutture, alcune delle aree interne sono oggi collegate al centro della città metropolitana solo con vecchie provinciali obsolete, pericolose per l’incolumità dei cittadini. Il primo impegno che prendo con i miei concittadini è quello di operare in questa direzione. Poi non mi piace fare promesse, soprattutto in tempi di campagna elettorale. Preferisco rispondere con le azioni concrete. I cittadini devono sapere che la mia voce sarà sempre la loro voce, quella che forse fino ad oggi non hanno mai avuto in un contesto regionale. 

4) Quanto pesa Reggio elettoralmente considerato che non c’è neppure un candidato reggino?

Il peso di Reggio sarà importante, come sempre. Reggio è Città Metropolitana e la capacità di far valere la propria visione delle cose sarà garantita dalla presenza dei Consiglieri Regionali, indipendentemente dall’assenza di un candidato Presidente reggino. La storia li aiuterà in questo compito, consapevoli che oggi, più che in passato, bisogna avere un progetto d’insieme che veda le diverse province e aree della Calabria non più in competizione tra di loro ma unificate per la ripresa generale. 

5) Cosa l’ha spinta a candidarsi?

Le mie battaglie sono sempre state caratterizzate dalla volontà di mettere sempre al centro l’interesse della collettività e del bene comune. Oggi ho scelto di rimettermi in gioco, di correre per questa nuova avventura con la grinta, l’entusiasmo e l’impegno di sempre. Ho maturato una decisione che è frutto dell’amore che ho per questa terra e perché credo di avere maturato la giusta esperienza e la necessaria competenza per svolgere questo ruolo dopo 15 anni da Sindaco. 

6) Lei ha una lunga carriera politica. Quanto è difficile oggi fare il sindaco?

Difficile? E’ difficilissimo. I Sindaci troppo spesso vengono lasciati soli sul territorio, gli enti locali vivono dappertutto una fase di crisi economica costante e il Governo non dà alcun supporto per adempiere alla programmazione e agli obiettivi prefissati, né fornisce risorse per assumere personale qualificato che contribuisca a migliorare i servizi ai cittadini. Inoltre, ritengo che debba essere modificata la normativa sugli scioglimenti dei Comuni, da una parte per tutelare gli enti dalle infiltrazioni, dall’altra per tutelare gli amministratori e impedire di essere esposti a ulteriori rischi e pericoli. 

Fare il Sindaco è una missione difficilissima, ma anche fantastica. Fare il sindaco significa lavorare fianco a fianco con i giovani, con i cittadini. Significa essere il loro riferimento, un aiuto, nei piccoli centri come il mio significava anche essere un fratello, a cui dare e da cui ricevere consigli. 

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