domenica,Ottobre 17 2021

Candidati in Calabria: cambi di casacca, parenti ed appoggi esterni. I trucchi dei politici calabresi per non mollare il potere

Ecco chi esce dalla porta e rientra dalla finestra: De Gaetano, bocciato da Callipo, guida una lista e appoggia un candidato; fuga verso destra di tanti ex e qualche congiunto inserito in extremis

Candidati in Calabria: cambi di casacca, parenti ed appoggi esterni. I trucchi dei politici calabresi per non mollare il potere

Escono dalla porta e rientrano dalla finestra. E va bene che la politica è “sangue e merda” come diceva Rino Formica, ma lo spettacolo messo in piedi dai partiti in Calabria prima con la scelta dei candidati, poi con la presentazione delle liste, ha superato ogni limite.

Assai divertente la faida interna al centrodestra tra i fratelli Occhiuto, Jole Santelli e i fratelli Gentile che poi si ritrovano tutti insieme “nell’interesse della Calabria”.

La scena si ripete a sinistra con il Pd che boccia Mario Oliverio e si rivolge a Pippo Callipo per il rinnovamento (?). I due se ne dicono di tutti i colori, ma poi non avendo alternativa si abbracciano per una campagna elettorale “vincente”.

Il re del tonno, però, vuole fare le pulci alle liste a suo sostegno e ai candidati “dubbi”, ma poi si imbarca le candidature di loro riferimento. Emblematico il caso di Nino De Gaetano che viene bocciato da Callipo, ma poi diventa il referente della Lista Democratici e Progressisti a Reggio, si fa immortalare con i candidati e non fa mistero di sostenere la corsa di Antonio Billari. Così come aveva fatto con Sebi Romeo, stavolta fuori dalla partita, alle ultime elezioni.

Ma la lista di chi esce dalla porta e rientra dalla finestra è lunghissima in Calabria come a Reggio. Come quella di chi non avendo trovato posto in una lista si è subito riposizionato in un’altra.

Basti pensare a Antonio Scalzo che eletto nel Pd ha fatto un primo cambio entrando nei “Moderati per la Calabria” per provare ad entrare nei Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Non riuscendoci ha trovato asilo nella lista dell’Udc.

Storia analoga per il recordman Demetrio Marino, consigliere metropolitano con deleghe importanti, come quella all’Istruzione, al quale il sindaco Giuseppe Falcomatà ha concesso fiducia nei lunghi mesi delle sue trattative con il centrodestra. Eletto in Consiglio comunale con Forza Italia si è presto trasferito nella maggioranza di Falcomatà in una formazione civica. Poi, voglioso di impegnarsi alle prossime regionali, torna con il centrodestra e avvia trattative con le varie forze. Trovando le porte chiuse nella Lega è stato accolto a braccia aperte da Giorgia Meloni. La stessa sorte che ha avuto Bruno Bagnato, componente della struttura di Sebi Romeo all’avvio dell’ultima legislatura, che prima aveva dato la disponibilità alla Lega e adesso è stato accolto nella lista “Santelli presidente”. Alle precedenti elezioni era stato candidato con l’Udc.

Anche Giuseppe Neri fa un grande salto passando dal Pd a Fratelli d’Italia. Stavolta le dimissioni dal Pd sono rimaste effettive. Neri le aveva presentate già nel 2013 per poi ritirarle e tornare ad essere eletto. All’epoca si pensò ad un’operazione volta ad avvicinarsi ad Ncd dove era confluito suo cognato Nico D’Ascola. Tra chi cambia maglia per provare ad arrivare a palazzo Campanella anche Nicola Paris che lascia Giuseppe Falcomatà per andare nell’Udc.

Ed i parenti sono stati utilizzati per non sprecare il proprio bacino di voti. E’ il caso di Lucia Caccamo, candidati nella lista Santelli presidente dopo un lungo flirt con l’Udc. Lei è la moglie di Pasquale Tripodi, ex consigliere regionale di lungo corsa, che vuole almeno un rappresentante nella massima Assemblea calabrese.

Nessuno potrà tacciare come populista, dunque, chi dirà che la politica in Calabria è proprietà esclusiva di pochi gruppi di potere e di poche famiglie che, in un immenso gioco delle parti sempre uguale a se stesso, hanno in mano le leve del potere da tempo immemore. E, evidentemente, non lo usano certo per fare gli interessi dei calabresi.

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