lunedì,Dicembre 6 2021

Regionali Calabria, chi è Tilde Minasi candidata della Lega a Reggio

Nel suo programma la politica deve tornare allo spirito originario

Regionali Calabria, chi è Tilde Minasi candidata della Lega a Reggio

È candidata al consiglio regionale circoscrizione Sud tra le fila della Lega alle prossime elezioni del 26 novembre. Clotilde Minasi, detta tilde, è nata il 24 luglio 1960 a Reggio Calabria, laureata in Giurisprudenza, esercita la professione di avvocato dal 1986: esperta in contenzioso civile ed amministrativo, consulente per società di capitali ed Enti pubblici.
Nel 2002 viene eletta in consiglio comunale a Reggio Calabria, nella lista di Alleanza Nazionale e il sindaco Giuseppe Scopelliti le conferisce l’incarico di assessore alle Politiche Sociali, della Famiglia e Sanità. Incarico riconfermato alle successive elezioni comunali, nel 2007, con il rinnovo della fiducia da parte del primo cittadino rieletto. Inoltre dal 2003 al 2005 la Minasi è stata componente del comitato tecnico-scientifico del Ministero del Welfare – Osservatorio Nazionale sulla Famiglia. Da dicembre 2007 vice presidente di “Anci ideali”, Fondazione Europea delle Città (Bruxelles). Nel 2013, seconda dei non eletti, nella circoscrizione di Reggio Calabria per il Pdl, con 6769 voti, subentra in consiglio regionale ad Antonio Caridi, eletto senatore.
Candidata al Senato nel 2018 con “Noi per Salvini”, ottiene 6.400 voti a Reggio e 16.000 in provincia, uno dei risultati più alti per la Lega al Sud.
Secondo il suo odierno programma «Ritengo che il ruolo della politica, oggi, in Calabria, – spiega Minasi – debba proprio orientarsi verso indirizzi che permettano al cittadino di incontrare, finalmente, quelle consuetudini che, altrove, sono solo una basilare quotidianità. E per farlo la politica deve tornare al suo spirito originario, alla sua visione di servizio». Secondo la candidata « Gli spazi per agire senza ombre ci sono, così come le persone che credono ad un attivismo sano e lottano quotidianamente o i politici che credono all’essenza principale dell’incarico che vanno a ricoprire. Le forze sane, la maggior parte dei calabresi, devono ritrovarsi in un’unità di intenti, senza confidare in un assistenzialismo dannoso, ma richiedendo le giuste progettualità per dar voce alle eccellenze, umane, culturali, gastronomiche, paesaggistiche che non mancano e che devono divenire strumento di riscatto». E infine chiarisce che «La decisione di candidarmi muove proprio da queste premesse e dalla voglia di essere cassa di risonanza affinché si programmi in maniera netta, guardando oltre il proprio uscio, considerando, ascoltando, coinvolgendo chi vorrà esserci, e progettando con proposte di legge utili ed incisive».

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