lunedì,Dicembre 6 2021

Caporalato a Gioia, il plauso della Cisl a carabinieri e Procura

il sindacato soddisfatto «Dall'operazione di bonifica per un terriorio assilato dal fenomeno dello sfruttamento»

Caporalato a Gioia, il plauso della Cisl a carabinieri e Procura

«I carabinieri di Reggio Calabria, e gli uomini dalla Procura di Palmi, hanno messo in campo un’operazione di bonifica, per un territorio assillato dal fenomeno del caporalato». Così i segretari della Cisl Rosy Perrone e Romolo Piscioneri sull’operazione di stamane nella Piana.

«Da anni, forse decenni, la piana di Gioia Tauro convive con storie di sfruttamento del lavoro, e di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Ancora una volta l’inchiesta ha colpito una rete di caporali, composta da cittadini extracomunitari domiciliati nella baraccopoli di San Ferdinando e a Rosarno. Un plauso dunque alle forze dell’ordine e una totale disponibilità a fare rete con tutte le forze positive del territorio per costruire una reale e compiuta integrazione sociale. Creare sinergia risulta indispensabile, in un contesto in cui, tutt’ora non è debellato un male che ha condizionato la vita e le serenità di migliaia di braccianti agricoli, che non chiedono altro che dignità. Tanto è stato fatto – grazie alla legge sul caporalato fortemente voluta dalla Cisl territoriale e nazionale – ma tanto ancora si deve fare. Occorre lavorare anche sul tessuto socio economico del territorio sensibilizzando i piccoli e medi imprenditori a garantire uno status di legalità per i lavoratori dei campi. L’inchiesta dei giorni scorsi ha fatto emergere che i braccianti extracomunitari, erano costretti a lavorare 10-12 ore al giorno, sette giorni su sette, senza alcuna protezione individuale, a 2-3 euro l’ora, sfruttati dalla rete di caporali, con la complicità di imprenditori agricoli operanti nel settore della raccolta e vendita di agrumi nella piana di Gioia Tauro».

Per la Cisl «L’inchiesta della Procura di Palmi ha però evidenziato un fatto nuovo che lascia trasparire un barlume di speranza: l’operazione dei Carabinieri, per la prima volta, è scaturita dalla denuncia di un migrante che ha trovato la forza di denunciare i suoi sfruttatori. Un plauso dunque al lavoro certosino degli organi inquirenti e soprattutto grazie al coraggio del giovane lavoratore, che ha permesso ad altri uomini e donne di scampare alla morsa dello sfruttamento e della paura».

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