sabato,Maggio 28 2022

I cani di Gambarie sono in pericolo. L’appello di un volontario

Al freddo e alla fame si è aggiunta la crudeltà umana. Oltre l'invito ad aiutare i tanti animali in difficoltà arriva la denuncia: «li stanno avvelenando»

I cani di Gambarie sono in pericolo. L’appello di un volontario

«Gambarie è meta preferita di abbandono dei cani da anni ed anni, ma mai come adesso la situazione è stata così critica: abbiamo contato circa 40 cani, il cui numero aumenta a causa di abbandoni continui e nuove cucciolate. La situazione non è più sostenibile, per nessuno: turisti spaventati, commercianti che ne risentono, volontari inesistenti ma, soprattutto, residenti inumani che li scacciano, li picchiano, li investono, li avvelenano».

Questo il grido disperato di un volontario che chiede aiuto perché a Gambarie «i cani non stanno bene, per niente. Soffrono la fame, perché garantire un pasto quotidiano per 40 cani è difficilissimo quando si è soli. Soffrono il freddo, perché in inverno le temperature arrivano sotto lo zero e i più fortunati di loro hanno solo qualche tettoia e qualche coperta. Soffrono le ferite, perché i branchi si sbranano tra di loro, ma gli umani fanno anche di peggio. La situazione negli ultimi giorni è diventata ancora più critica: i residenti protestano, si lamentano, non li vogliono più ma cosa più grave e spaventosa: hanno iniziato ad avvelenarli».

«Il Comune ha le “mani legate”, perché una convenzione c’è, ma fin quando non termineranno i lavori del polo sanitario, nessun cane potrà essere accalappiato. E quando i lavori saranno completati? Andrà meglio? La convenzione è stata stipulata con il famigerato canile di Sant’Ilario, luogo di morte lenta ma certa. Qualcuno ha, davvero, il coraggio di definirla una “soluzione”?

Questo è un appello, ed è un appello disperato, che rivolgiamo a chiunque sia nella possibilità di salvare una vita: associazioni, volontari, cittadini di tutta la provincia, la regione o ovunque vi troviate. Questi cani vanno salvati! Lasciarli lì, oggi, significa condannarli a morte, in un modo o in un altro.

Non servono valanghe di commenti, di parole e consigli di soluzioni impossibili.Tutto ciò che si poteva fare in loco, ogni singola possibilità, è stata già vagliata opportunamente.In assenza di persone vicine disposte ad occuparsi di loro, l’unica soluzione è portarli via di lì, uno ad uno, il più velocemente possibile. Servono aiuti concreti. Chiunque fosse disposto a darli, può chiamare uno dei numeri qui sotto riportati. Basterebbe che ogni associazione, ogni volontario, ogni cittadino che sia nelle possibilità di farlo, prendesse a cuore uno solo di loro e lo salvasse.I cani comunali sono cani di tutti, non voltatevi dall’altra parte.

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