sabato,Ottobre 16 2021

“Le Muse” attraverso gli “Orizzonti” della vita di ogni uomo

Il viaggio del Laboratorio delle arti e delle lettere tra vari processi evolutivi e soprattutto psicologici

“Le Muse” attraverso gli “Orizzonti” della vita di ogni uomo

“Le Muse” attraverso gli “Orizzonti” della vita di ogni uomo. L’ultimo appuntamento domenicale de Le Muse, il Laboratorio delle Arti e delle Lettere domenica scorsa, ha esaminato gli “Orizzonti” che possono esserci all’interno della vita di ogni uomo. Il presidente Giuseppe Livoti in apertura dell’evento ha messo in evidenza che l’uomo oggi più che mai riscopre i vari processi evolutivi e soprattutto psicologici, all’interno di quell’horizōn (kyklos), ovvero “(cerchio) che delimita”, basterebbe solamente proiettare all’esterno il nostro orizzonte interiore.

Guido De Caro, psicoterapeuta, ha illustrato le origini della psicoanalisi, evidenziando le intuizioni di Freud ed il suo guardar oltre gli orizzonti della medicina del tempo. Si è poi soffermato sulle definizione di psicoterapia, intesa come luogo di incontro di due persone, paziente e terapeuta, al fine di promuovere da un lato la conoscenza dei processi mentali del paziente e dall’altro la riflessione.

Per Rosalba Pristeri, docente di filosofia, occorre conoscere bene noi stessi, necessario chiedersi cosa c’è al di là del cielo, oltre ogni orizzonte, così come è importante conoscere l’ al di qua e l’altrove, l’ignoto. Importante è travalicare il limite per conoscere ciò che è misconosciuto. Ulisse ne è l’emblema così come scrive Dante nel XXVI canto dell’Inferno.

Roberta Zehender, presidente Avo, Associazione volontari ospedalieri, da più di 10 anni presidente della sezione reggina, ha ricordato la storia dell’associazione nazionale, nata proprio da un lamento proveniente da un letto di corsia nell’ospedale Niguarda di Milano, che aveva attirato l’attenzione di un giovane medico che stava attraversando un reparto l’8 dicembre 1967, il Dottor Erminio Longhini.

Il medico rimase colpito dalla semplice richiesta di un paziente di un bicchiere d’acqua, richiesta passata inosservata. Da qui diede il via tramite un “gruppo di amici” ad un’associazione di persone che si sarebbero occupate di degenti negli ospedali. «Oggi, – dice la Zenheder- animiamo i reparti degli Ospedali con passione e con la necessità di regalare amore materno, fraterno, universale a chi è solo o a chi vive disagio umano e sociale».

In collegamento telefonico dalla Val d’Aosta la conduttrice televisiva Antonella Pangallo reduce dalla sala stampa di Sanremo per Melito tv. La Pangallo ha fatto memoria su come la Kermesse più famosa d’Europa, rappresenta l’Italia ed i suo cambiamenti, il made in Italy, il glamour anche se le donne in questa ricca edizione sono state delle stampelle per Amadeus e Fiorello.

Occorre rivedere forse i ruoli femminili, abilmente difesi da donne importanti come Elodie o Achille Lauro, stratega dell’immagine che ha unito la parità di genere. L’orizzonte per la Pangallo è da sempre il nuovo che avanza e che la televisione o la radio, dovrebbero comunicare in maniera chiara ed avvincente.

La retrospettiva di Marisa Scicchitano, sulla sua opera ed attività riunendo 40 anni di attività, è servita per una riflessione aperta sull’arte di oggi. Faccio parte del “Dinamismo cosmico”, movimento genovese che mi ha condotto in giro per l’Europa con la mia pittura e scultura. «Non ho mai provocato il pubblico ma, dal figurativo alla sintesi, ho sempre mostrato i risvolti della medaglia, cosa davvero l’orizzonte a volte nasconde, a volte trattiene.

Il catalogo presentato che ha curato Giuseppe Livoti in qualità di critico, riunisce proprio il mio amore per l’arte, la passione ed il mio ruolo di una donna-artista che da sempre ha guardato il mondo circostante con uno sguardo orizzontale, non abbassando mai la guardia».

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