giovedì,Dicembre 2 2021

Arresto Cordì, il reggente della cosca ricercato da settembre

L'uomo, ritenuto al vertice del sodalizio criminale locrese, era nascosto all'interno di una casa a Bruzzano Zeffirio

Arresto Cordì, il reggente della cosca ricercato da settembre

Erano sulle tracce di Cesare Antonio Cordì, figlio di Antonio detto “u ragiuneri”, attualmente in carcere, già dallo scorso mese di settembre gli investigatori dell’Arma che lo hanno arrestato nel piccolo centro aspromontano di Bruzzano Zeffirio dove si era nascosto. Cordì, ritenuto l’attuale reggente dell’omonima cosca di Locri, è stato trovato nella tarda serata di ieri all’interno di un’abitazione, che l’uomo probabilmente era costretto a lasciare in questi giorni di emergenza sanitaria, seppure con fugaci uscite, per andare a fare la spesa.

Avuta la certezza della presenza di Cordì all’interno della casa i carabinieri sono intervenuti con un’azione fulminea che non ha consentito all’uomo di poter scappare. Cordì era ricercato dall’agosto scorso quando i militari del Comando provinciale di Reggio Calabria, coordinati dalla Procura di Reggio Calabria, con l’operazione “Riscatto” avevano assestato un duro colpo alla cosca locrese per i reati di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, trasferimento fraudolento di valori e detenzione di armi, con l’aggravante di aver agito per favorire gli interessi della ‘ndrangheta.

Gli investigatori guidati dal colonnello Giovanni Capone hanno sottolineato il profilo economico della figura di Cesare Antonio Cordì all’interno della cosca.

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