domenica,Aprile 14 2024

Coronavirus e didattica a distanza, l’esperienza di un’insegnante al liceo di Locri

Affrontare situazioni di emergenza non è semplice né per gli insegnanti, né per gli studenti, ma il sistema scolastico, che non si è arreso alla chiusura forzata

Coronavirus e didattica a distanza, l’esperienza di un’insegnante al liceo di Locri

di Elena Gratteri – Gli studenti di un Liceo di Locri, come tutti i loro corregionali, fino ad un mese fa guardavano da lontano le vicende del coronavirus, prima in Cina e dopo in Lombardia, commentando con i propri docenti la situazione tragica, determinata dal contagio, magari dovendo svolgere un tema dal titolo “l’epidemia da coronavirus”.

Adesso che dall’epidemia si è passati alla pandemia, in piena emergenza nazionale, tutti gli studenti calabresi sono chiamati a studiare a casa, come tutti gli studenti italiani ed europei. Non si tratta soltanto di fare i compiti assegnati, ci spiega una docente di un Liceo di Locri.


«Abbiamo avuto le indicazioni dal Dirigente scolastico e tutti i docenti e gli studenti dell’istituto utilizziamo la piattaforma “Edmodo”, attraverso la quale svolgiamo l’attività didattica digitale, costruendo le classi virtuali ed avendo così uno scambio con gli studenti. Molti docenti, come me, usano anche WhatsApp, infatti abbiamo formato dei gruppi di classe per avere dei contatti più diretti con gli studenti, ma la maggior parte dell’attività la svolgiamo sulla piattaforma.


In questi giorni abbiamo compilato un questionario inviatoci dal MIUR, per verificare come stiamo svolgendo l’attività didattica digitale. Sicuramente le valutazioni che facciamo sono sempre molto approssimative rispetto a quelle che vengono fatte quando si è in presenza.

Seguendo la didattica a distanza, tutti i docenti stiamo andando avanti con il programma e sottolineo che il lavoro degli insegnanti si è moltiplicato in questo periodo, perché lavorare sulla piattaforma prende molto più tempo delle lezioni in presenza. Infatti, una cosa è fare due volte in un trimestre le verifiche scritte e quelle orali, un’altra è aiutare i ragazzi a svolgere un lavoro a distanza, senza poterli vedere di persona.


Inoltre, tutti i compiti e le verifiche vengono inviate dagli studenti ai docenti a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ci sono delle criticità per quei ragazzi che hanno dei fratelli che frequentano contemporaneamente la scuola e che a casa hanno un solo computer.


Questi ragazzi hanno avuto difficoltà a seguire le video lezioni, in quanto devono dividere la postazione pc con gli altri fratelli, non potendo accedevi contemporaneamente. Nel complesso i ragazzi stanno rispondendo bene a questo nuovo metodo di studio e sono da apprezzare , perchè stanno cercando di lavorare come possono».


Affrontare situazioni di emergenza, soprattutto per la prima volta, non è semplice né per gli insegnanti, né per gli studenti, ma il sistema scolastico, che non si è arreso alla chiusura forzata, mettendo in pratica l’attività didattica a distanza, finora argomento più teorico che pratico, dà un grande insegnamento a tutti, non solo agli studenti.

Per questi ultimi, senza dubbio, avere i propri insegnanti accanto, anche se digitalmente, non può che essere un sostegno in più, per poter affrontare l’emergenza nazionale in atto.

Articoli correlati

top