lunedì,Gennaio 24 2022

Raid alla Fondazione Falcomatà, inquietante campanello d’allarme

Il gesto vandalico si inquadra in un momento assai difficile per la Città e per l'intero Mezzogiorno afflitto dal Coronavirus. La Politica chiamata a rasserenare il clima

Raid alla Fondazione Falcomatà, inquietante campanello d’allarme

Un bruttissimo gesto, vile e ignobile, di cui la Città non aveva davvero alcun bisogno. Il raid vandalico alla Fondazione Falcomatà rientra dai gesti peggiori da poter realizzare. Gli attacchi alla cultura, alla memoria storica e ai simboli non sono mai stati buoni segnali per una società, a prescindere dal dolore che provocano in chi li subisce.

Bene hanno fatto, dunque, gli esponenti di tutti gli schieramenti politici ad esprimere solidarietà al sindaco Giuseppe Falcomatà nell’attesa che gli inquirenti facciano piena luce su quanto accaduto, individuando i responsabili.

Reggio non può permettersi ulteriori avvelenamenti del clima politico e sociale in un momento così delicato della propria storia. L’emergenza sanitaria in corso ha aggravato gli atavici problemi e i cittadini sono al limite. Provati dal lockdown, con i servizi essenziali ridotti all’osso e con un punto interrogativo enorme sul proprio futuro.

Una miscela esplosiva sulla quale stanno mettendo in guardia tutti gli esperti e che si può riferire a tutte le realtà del Mezzogiorno. L’allarme per le nuove e possibili infiltrazioni della ‘ndrangheta nelle nuove pieghe sociali determinati dalla crescente povertà è alto e tantissime città meridionali si stanno trasformando in autentiche polveriere.

Al momento non è il caso di Reggio. Anzi la cittadinanza ha fin qui risposto con grande compostezza, dignità e senso di responsabilità a tutte le disposizioni imposte per la sicurezza di tutti. L’uscita dalla fase di emergenza, però, è lontana e i rischi rimangono sempre alti. Né può essere sottovalutato ogni possibile campanello d’allarme.

Ecco perché serve che la politica sappia reagire con responsabilità ad ogni forma di attacco, fosse quello di un individuo isolato, magari esasperato, o di qualunque tipo di gruppo.

Né può tacersi la circostanza che ha portato al secondo rinvio delle elezioni amministrative. Certo non si poteva rischiare di svolgerle per tutelare al massimo la salute pubblica, ma si ha come la sensazione che la democrazia sia stata sospesa per qualche tempo. Le sedute a porte chiuse dei vari Consigli, compreso quello regionale, non aiutano e in tanti sentono le Istituzioni e la classe dirigente come qualcosa di molto lontano. E le risposte che tardano ad arrivare da parte del governo nazionale non aiutano di certo.

Da qui in avanti, insomma, serve il meglio da parte di tutti e la Città va accompagnata verso la ripartenza e il futuro, ma anche verso il pieno ripristino di ogni agibilità democratica. Episodi come quello legato all’atto vandalico subito dalla Fondazione Falcomatà non vanno mai sottovalutati e devono interrogare tutti. Non soltanto nelle ore successive all’evento.

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