martedì,Ottobre 19 2021

Aeroporto, Chizzoniti smentisce De Felice e Cannizzaro: «Spacciano un fallimento per un traguardo»

Per l'ex assessore regionale «nonostante l’ostentata spettacolarità dei riferimenti istituzionali, l’Aeroporto dello Stretto resta l’unico scalo nazionale a non usufruire di voli mattutini né per Roma e tanto meno per Milano»

Aeroporto, Chizzoniti smentisce De Felice e Cannizzaro: «Spacciano un fallimento per un traguardo»

Riceviamo e pubblichiamo dall’avvocato Aurelio Chizzoniti

Non può e non deve sottacersi l’improvvida autoesaltazione del Presidente della SACAL Arturo De Felice, in ambiguo tandem con l’On.le Francesco Cannizzaro, che “urbi et orbi”, recentemente, hanno enfatizzato un evidente fallimento, candidamente spacciato per uno splendente e contaminante traguardo, connesso con la pur tardiva ripresa dell’attività presso l’aeroporto di Reggio, da parte dell’Alitalia.

Soltanto perché, la stessa, a far data dal primo luglio, ovvero fra due mesi, con appena due voli giornalieri uno per Roma (prima, almeno, erano due) e l’altro per Milano, esclusivamente pomeridiani, riaprirà i battenti, al contrario di quello di Lamezia, mai chiuso, ove la stessa compagnia, dal primo giugno, opererà con tre voli giornalieri per Roma e due per Milano. Ri-emerge, quindi, la mortificante condizione di assoggettamento e sudditanza cui sono fatalmente condannati i disorientati viaggiatori dell’area dello Stretto, nonostante il “Tito Minniti” sia stato più volte dichiarato strategico da parte dell’ENAC.

Quanto precede emerge da un comunicato ministeriale del 01/05/2020, che conferma la chiusura fino al 17 maggio degli aeroporti di Reggio e Crotone, mentre, in Calabria, continuerà a funzionare soltanto quello della “baricentrica” Lamezia, che traduce il subdolo declassamento dello scalo di Reggio ad un mesto, riduttivo ruolo semi-stagionale. In questa annebbiata cornice, sorprende l’effervescenza dell’On.le Cannizzaro che co-inneggia, insieme al Presidente De Felice, al “successo” conseguito con gli striminziti due voli giornalieri e con orari pomeridiani per Roma e Milano, che richiamano il brocardo secondo cui “quod superat date pauperibus…”.

Infatti, nonostante l’ostentata spettacolarità dei predetti riferimenti istituzionali, l’Aeroporto dello Stretto resta l’unico scalo nazionale a non usufruire di voli mattutini né per Roma e tanto meno per Milano, centrando, attraverso “facta concludentia”, il cinico obbiettivo, aliunde pianificato, di declassare, a prescindere, il “Tito Minniti”. La Chiesa, i sindacati, gli Ordini professionali, i comitati aeroportuali all’uopo costituiti, i cittadini tutti, da tempo combattono la persistente anatomia del mistero (ma non tanto…) aeroportuale, mentre la politica, alquanto pavida e tentennante, anziché allontanarle, alimenta ansie e speranze dilaganti in città e provincia.

Gli On.li Santelli, Cannizzaro, il Presidente De Felice, la deputazione parlamentare reggina, il Sindaco Falcomatà (quello che in Cattedrale il 17/09/2019 ha solennemente recitato “Ho fatto rinascere la città…”), tutti coralmente afflitti ed affetti da inquinante e contagiosa letargia, avranno l’amabilità di “scoprire”, finalmente, che, nel panorama del trasporto aereo, non esiste solo l’Alitalia o l’esibita teatralità della mai vista Ryanair, inutilmente ispirata dal Dott. De Felice, convergendo coralmente verso il non più eludibile, doveroso rilancio dell’Aeroporto dello Stretto. Agli stessi, conclusivamente, rammento deferentemente il profondo, efficace e graffiante pensiero dantesco: “Qui si parrà la tua nobilitate…”.

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