lunedì,Gennaio 24 2022

Legalità, al “Mazzini” di Locri magistrati e studenti a confronto

Il progetto "Liberi di scegliere", finalizzato a dare alternative di vita ai minori provenienti da famiglie della criminalità organizzata

Legalità, al “Mazzini” di Locri magistrati e studenti a confronto

«Locri, 6 maggio 2020: noi studenti del Liceo delle scienze umane e linguistico “G. Mazzini” abbiamo avuto l’opportunità, anche se soltanto in videoconferenza, di conoscere il giudice Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale per minorenni di Reggio Calabria e il Dottor Ottavio Sferlazza, Procuratore della Repubblica al tribunale di Palmi, protagonisti del progetto di snesibilizzazione e tutela dei minori provenienti da famiglie della criminalità organizzata “Giustizia e Umanità, Liberi di scegliere”». Così in una nota Umberto Galea, studente della III°AES del liceo Mazzini di Locri.

«Il convegno è iniziato con i saluti istituzionali del Dirigente Scolastico Francesco Sacco e della Professoressa Girolama Polifroni e la successiva presentazione del progetto da parte della presidente dell’associazione Biesse, Bruna Siviglia, che ha coordinato gli interventi dei partecipanti. Fra gli ospiti, presenti anche il maresciallo Decio Tortora e la moglie Marilena Romeo, referenti dell’Associazione “I Valori della vita”. Il tema principale è stato, inoltre, approfondito grazie alla proiezione del videoclip del film “Liberi di scegliere”, ispirato all’omonimo libro del Giudice Di Bella (con la partecipazione di Monica Zapelli); la trama, tratta da una storia vera, racconta di un ragazzo diciassettenne appartenente ad una famiglia radicata nella ‘ndrangheta, con padre latitante e fratello carcerato già da 10 anni, madre consapevole e “orgogliosa” di tutto ciò e sorella, quasi coetanea del protagonista, costretta ad accettare le decisioni dei genitori».

«Il ragazzo riesce a salvarsi dal suo “destino” grazie ad un provvedimento limitativo nei confronti della potestà genitoriale, con conseguente affidamento ad una casa famiglia e con l’aiuto del giudice Di Bella, psicologi e assistenti sociali, riesce a costruirsi una nuova vita. Il protagonista, da adesso in avanti, comincia ad assaporare la libertà ed è proprio ciò a spingerlo a voler fuggire da ogni contesto criminale e dalla sottomissione indiscussa che il padre aveva stabilito su di lui. Attorno a questo importante tema, dare alternative di vita a questi ragazzi, si è sviluppata anche la videoconferenza con le relazioni da parte del Presidente Di Bella e, poi, del Procuratore Sferlazza, i quali ci hanno resi partecipi di molte vite cambiate grazie all’intervento della giustizia e dei servizi sociali e dei numerosi “aneddoti” mafiosi che hanno accompagnato la storia del nostro territorio e macchiato vergognosamente la nostra immagine».

«Grazie ai loro interventi – racconta lo studente – abbiamo riflettuto molto sul valore della libertà e dell’onestà. E non è mancato, dopo le loro sagge parole, il momento delle domande da parte nostra che, ormai appassionati all’argomento, abbiamo potuto dare sfogo a dubbi e curiosità, mostrando grande partecipazione al dibattito. L’incontro, prima di giungere al termine, ha visto tutti i presenti uniti a cantare con passione l’inno di Mameli, dimostrando sentimento per la Nazione che, oltretutto, sta ancora cercando di risalire dalla pesante batosta epidemica. L’esperienza si è conclusa, con grande soddisfazione di tutti e con i saluti, prima dei parte dei ragazzi, poi del corpo docente ed infine dei magistrati».

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