giovedì,Marzo 4 2021

Stretto di Messina, gli armatori Franza a sorpresa: «Sì al ponte, un sogno che si realizza»

L'amministratore delegato di Caronte & Tourist sostiene la proposta di Franceschini per una infrastruttura solo ferroviaria e manifesta il suo pensiero anche a Salvini in visita in Sicilia

Stretto di Messina, gli armatori Franza a sorpresa: «Sì al ponte, un sogno che si realizza»

«Ho parlato stamattina anche con i proprietari della stessa linea di traghetti,che dovrebbero essere i primi a essere ostili e invece mi dicono “No, anzi più gente viaggia, più gente arriva, più gente si sposta tra Sicilia e Calabria meglio è”».

Trionfali le parole del leader della Lega, riportate da Repubblica che in visita in Calabria, e prima in Sicilia, ha incontrato l’armatore Vincenzo Franza, patron di Caronte & Tourist per l’attraversamento dello Stretto di Messina. Parole a sorpresa quelle di Franza che arrivano a sostenere ancora di più il progetto della mega struttura tornato alla ribalta negli ultimi giorni.

E, in una nota, Franza aveva chiarito «Non è furbizia». L’amministratore delegato di Caronte & Tourist, Vincenzo Franza interviene a favore del ponte appoggiando la recente presa di posizione del ministro e capogruppo Pd Dario Franceschini.

Spiega Franza, in mezzo all’emergenza covid «le dichiarazioni del ministro Franceschini su turismo e infrastrutture non hanno forse avuto l’eco che avrebbero meritato. Per chi fa impresa nel Mezzogiorno e basa una parte importante della propria attività in ambito turistico, direttamente o per via indotta, l’ipotesi di scelte strategiche che perequino finalmente quest’area a quelle più forti e avanzate del Paese non può essere banalizzata. Le tre priorità indicate dal ministro dei Beni Culturali indicano una visione nitida in direzione di modello di sviluppo possibile e tutto sommato auspicabile. Rafforzare e riqualificare l’offerta dell’accoglienza alberghiera per attrarre una domanda con maggiore capacità di spesa; recuperare e rilanciare i borghi, vera eccellenza culturale, naturalistica ed enogastronomica; investire sulla mobilità per colmare un gap che da infrastrutturale è ormai divenuto anche sociale, rappresentano e definiscono una frontiera d’intervento non più procrastinabile».

Ed aggiunge «ci colpisce positivamente, ma chi conosce la nostra storia sa che questa non è una novità né una furbizia, la connessione esplicita dell’ipotesi di costruzione del Ponte sullo Stretto alle sue fisiologiche finalità trasportistiche in ambito ferroviario. L’Italia è un Paese in cui su questo versante non si investe sotto la Campania da almeno un ventennio. Proprio adesso che le grandi imprese del trasporto su ferro hanno deciso di prolungare il proprio servizio passeggeri fino a Reggio Calabria, l’esclusione della Sicilia dalle occasioni di sviluppo a ciò connesse suonerebbe ancor più intollerabile.

E dunque, in una visione che sappia contemperare fuori dai furori ideologici i costi e i benefici di un’opera oggettivamente epocale, il Ponte diventa realmente il completamento di un lungo corridoio europeo e della direttrice Napoli-Palermo, ma anche un collegamento decisivo ai mercati di riferimento dei produttori ortofrutticoli del sud est della Sicilia, lasciando tuttavia ampi margini per il mantenimento di un servizio di collegamento via mare agile e sicuro nel quale il Gruppo Caronte & Tourist conta di mantenere una leadership che è tale da 55 anni».

Il Ponte sarebbe la realizzazione di un sogno ossia «segno tangibile dell’attenzione dello Stato verso il mezzogiorno e l’Isola in particolare. Da imprenditori, poi, non possiamo che essere lieti che vengano investite cifre nell’ordine della decina di miliardi nel territorio in cui siamo maggiormente radicati. Ciò tuttavia – e qui strizzi l’occhio agli ambientalisti – a patto che questo manufatto non impatti più di tanto con uno degli ambienti più belli del mondo».

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