sabato,Novembre 27 2021

Aeroporto dello Stretto, Giordano: «Reggio non diventi una frazione di Lamezia Terme»

Il segretario del Partito Repubblicano reggino: «Bisogna riaprire per non morire di pandeconomia»

Aeroporto dello Stretto, Giordano: «Reggio non diventi una frazione di Lamezia Terme»

«Come già saprete, a causa dell’emergenza Covid-19, la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha firmato con il Ministro della Salute, Roberto Speranza, un decreto per razionalizzare il servizio di trasporto aereo. Ancora una volta, ahinoi, nell’elenco delle aerostazioni che potranno garantire l’operatività del loro servizio, non rientra il nostro Aeroporto dello Stretto.  È inconfutabile il fatto che le misure messe in atto dal governo italiano, quali chiusura totale di attività, tradottasi in chiusura della Nazione per un lungo periodo, ed il distanziamento sociale con vincoli igienici e utilizzo di mascherine, abbiano salvato molte vite. Non facciamo parte di quella categoria di irresponsabili per i quali non è mai vero niente». Ad affermarlo in una nota è Demetrio Giordano, presidente della sezione reggina del Partito Repubblicano.

«Tuttavia, se ci siamo salvati dalla pandemia, è altresì indiscutibile che bisogna riaprire per non morire di pandeconomia, temine che va molto di moda più nei salotti televisivi che in parlamento. L’economia del nostro territorio, carente di industrie e poco concorrenziale nel campo agricolo, è fondata sul terziario. Se c’è un settore dove potremmo (ed uso il condizionale) non avere concorrenti, quello è proprio il turismo, fatto diventato lapalissiano».

«Come è stato più volte detto, se c’è una cosa peggiore al periodo trascorso, quella è non sfruttare la ripartenza. E viste le chiusure e/o i molti vincoli per i turisti, soprattutto italiani, il mantenimento in stato di coma vegetativo del nostro aeroporto si traduce inesorabilmente in una nuova occasione perduta».

«È superficiale pensare, come spesso si tende a fare, che ci sia qualcuno che vuole male alla propria terra. Sebbene la forza politica che rappresento, quella dei repubblicani reggini, ha più e più volte polemizzato e anche aspramente su scelte politiche e amministrative, crede che in questo momento così delicato per il futuro della nostra terra occorre agire con la necessaria determinazione e tempestività».

Giordano si appella, dunque, al sindaco Falcomatà e alla governatrice Santelli: «Tra novanta giorni si voterà per l’elezione del primo cittadino e lei, dopo sei anni, lascia una città disastrata. Faccia almeno una cosa, abbandoni le insignificanti passerelle e prenda un’iniziativa clamorosa affinché Reggio e la Città Metropolitana non vengano definitivamente emarginate. Si tolga di tasca la tessera del suo partito, indossi la fascia tricolore di primo cittadino e si rechi a Roma per opporsi alle decisioni dei Ministri De Micheli e Speranza se non vuole che Reggio diventi una frazione di Lamezia Terme».

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