martedì,Novembre 30 2021

Coronavirus a Reggio Calabria, ospedale Morelli: in tanti in fila e senza controllo della temperatura

La porta del centro riscossione ticket resta aperta a metà quindi si entra e si esce nello stesso senso. Non vengono rispettate le distanze

«Abbiamo fatto i sacrifici chiusi in casa e poi andiamo in ospedale a curarci e rischiamo per cattiva gestione?». Questo è l’interrogativo che si pone una nostra lettrice che, stamattina, si è recata all’ospedale Morelli per una visita medica.

«All’entrata non c’è nessuno che misura la  temperatura – racconta – così ho chiesto delucidazioni al vigilante fuori e mi ha risposto che il termometro si è rotto». Ma non solo c’è il rischio di assembramenti perché – secondo la lettrice – sotto «la porta del centro riscossione ticket resta aperta a metà quindi si entra e si esce nello stesso senso. Non vengono rispettate le distanze e l’androne è troppo piccolo comunque per contenerle tutte. Anche gli sportelli per la riscossione sono troppo vicini, senza le dovute distanze. Non c’è nessuno addetto a fare rispettare le regole».

«La confusione si crea – spiega la signora – perché c’è un avviso che chiarisce, all’ingresso che non si possono fare i prelievi dopo le ore 12. Per ogni dieci numeri di analisi di laboratorio viene chiamato un numero per le visite mediche. Se fosse aperto il laboratorio agli ospedali Riuniti questo problema non si porrebbe perché la zona adibita all’accettazione è molto più ampia. La signora per tutta risposta è andata a chiedere delucidazioni al direttore Antonio Verduci che però si trova agli ospedali Riuniti. La risposta è stata che serve personale e che tocca alla Regione provvedere. Il problema però c’è ed è grave perché ogni giorno si accalcano centinaia di persone ed il rischio contagio, come sappiamo, non è scongiurato.

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