mercoledì,Ottobre 20 2021

Emergenza rifiuti, Ziparo: «Prima del 2000 avremmo dovuto pensare a sistemi completamente diversi»

Reggio Calabria, al centro sociale Cartella di Gallico la complessa problematica che affonda le sue radici lontano nel tempo

Emergenza rifiuti, Ziparo: «Prima del 2000 avremmo dovuto pensare a sistemi completamente diversi»

Non solo mala gestione per quanto riguarda la problematica dei rifiuti ma tutta una problematica complessa ed incardinata a livello sociale, economico, difficile da districare se non si va a fondo e non si trova la contraddizione che genera la problematica. Dell’emergenza rifiuti si è discusso ieri pomeriggio a Gallico, al Centro sociale “Cartella”. A fare il punto dopo l’introduzione, il professor Alberto Ziparo, ingegnere ed urbanista. «Dei rifiuti mi è capitato di occuparmene tempo fa, parto dal ragionamento del cittadino. un settore ai minimi termini, un settore che mette comunque in difficoltà perché in Italia siamo in ritardo tecnologico pauroso. Trent’anni fa ci fu il primo grande piano discariche regionali e mi trovavo a fare la valutazione d’impatto ambientale. Arrivano geologi ed ingegneri incaricati, c’erano tantissime discariche di cui 9 in provincia di Reggio.

Mi impressionò una legge che, a metà degli anni Ottanta prevedeva 39 discariche in Calabria, quando già sapevamo che erano un settore difficile. Dopo 3 o 4 anni le discariche non furono fatte da una trentina di discariche, restano meno di dieci, dalle 9 solo 2 in ogni caso non ci siamo acconti che era un settore in crisi tranne alcuni episodi particolari. In quegli anni era la mafia ad aver fiutato l’affare con la capacità non solo di raccogliere ma di anticipare i lavori; quando sono iniziate le inchieste sul settore e le operazioni si sono ristrette abbiamo assistito ad un abbandono: come è successo per Avr, non conveniva a nessuno, nemmeno alla componente criminale.

Intanto il mondo è andato in un’altra direzione: gli inceneritori puliti di cui tre erano previsti in Calabria. Poi in alcuni casi è stato minimizzato l’impatto ambientale. In Calabria stavamo costruendo Gioia Tauro e non abbiamo costruito l’impianto Calabria Nord e l’impianto Calabria Sud, si pensava di raddoppiare Gioia, un raddoppio fatto ma che non funziona di fatto, in ogni caso non è che con l’inceneritore si portano i rifiuti e si bruciano. Serve avere gli impianti di trattamento. Prima del 2000 dovevamo pensare a sistemi completamente diversi».

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