giovedì,Ottobre 21 2021

Consorzio di bonifica, la Coldiretti reggina prende le distanze dalla gestione di Arturo Costa

Mozione di sfiducia per il numero uno della sede cauloniese. «Decisione senza appello. Norme non rispettate e atti poco trasparenti»

Consorzio di bonifica, la Coldiretti reggina prende le distanze dalla gestione di Arturo Costa

La Coldiretti di Reggio Calabria prende nettamente le distanze e si dissocia dalla gestione dell’attuale presidente del Consorzio di Bonifica Alto Ionio Reggino (ex Caulonia) Arturo Costa che palesemente viòla la L.R. 11/2003 e lo Statuto.

«E’ una decisione senza appello – dichiarano Stefano Bivone e Pietro Sirianni Presidente e Direttore della Coldiretti di Reggio Calabria – poiché non possiamo assolutamente accettare l’unilateralità delle decisioni e la gestione personalistica che hanno svuotato di fatto gli organi democraticamente eletti, Deputazione e Consiglio. Delibere presidenziali “a raffica” adottate in via d’urgenza e mai portate a ratifica, che stabiliscono pagamenti di vario tipo, per i quali ci dissociamo, nonostante che, a tutt’oggi – aggiungono – non è stato approvato il Bilancio Preventivo 2020 (solo l’esercizio provvisorio in dodicesimi), la cui scadenza era il 30 novembre 2019 e nemmeno il Bilancio Consuntivo 2019, la cui scadenza era il 30 giugno 2020».

«Il Revisore Unico dei Conti nominato dalla Regione Calabria – riferiscono i dirigenti Coldiretti – recentemente aveva inviato una circostanziata nota al Presidente Costa, richiamandolo ai suoi doveri di Rappresentante Legale dell’Ente e invitandolo formalmente a portare in discussione i Bilanci per poi essere approvati dagli Organi Consortili e inviati alla Struttura di Controllo dell’Assessorato Agricoltura. Ma neanche questa richiesta, nonostante provenisse da una autorità indipendente che vigila sulla corretta Amministrazione è stata tenuta in considerazione. E’ opportuno riferire ulteriormente – proseguono – che, a norma di Statuto da parte dei Consiglieri del Consorzio, è stata presentata da oltre un mese una dettagliata mozione di sfiducia al Presidente che, salvo sorprese, sarà discussa il prossimo 7 agosto».

«E’ evidente – concludono – che ormai da tempo è iniziato l’incendio e noi non intendiamo assolutamente spegnerlo perché quello che Costa sta facendo da qualche tempo, insieme ai profili di non rispetto delle norme e della trasparenza degli atti, non risponde al programma elettorale e di governo del Consorzio e penalizza fortemente, di conseguenza, i consorziati, l’economia del settore agricolo e i territori deprimendo il ruolo di autogoverno degli agricoltori e il rilancio delle attività che concorrono allo sviluppo dell’agricoltura».

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