venerdì,Dicembre 4 2020

«Libri buttati da una scuola, che brutto esempio a Reggio Calabria»

La segnalazione del presidente nazionale AIB, Rosa Maiello: «Libri ammassati come spazzatura. Questo scarto bibliografico era autorizzato?»

«Libri buttati da una scuola, che brutto esempio a Reggio Calabria»

«Siamo venuti a conoscenza, da una collega calabrese, di una modalità di “scarto bibliografico atipico” da parte di un istituto comprensivo di Reggio Calabria. All’esterno della scuola, sono stati ammucchiati come spazzatura, numerosi libri, molti testi scolastici nuovi e recenti, alcuni con il cellophane e ancora in uso nelle classi, che probabilmente dovranno essere acquistati a caro prezzo il prossimo anno scolastico. Ci sono opere di narrativa in lingua inglese degli anni ‘80, valide e con illustrazioni di valore. Molti hanno l’etichetta e il numero di inventario che testimoniano l’appartenenza a una biblioteca scolastica». È quanto afferma in una nota il presidente nazionale AIB, Rosa Maiello.

«Lo scarto bibliografico – prosegue Maiello – è una pratica in uso ed è necessario farlo con le giuste modalità e quando il materiale è obsoleto: siamo certi che fosse questa la situazione? Lo scarto è stato autorizzato e concordato con le autorità competenti? Si tratta di un problema di reperimento aule per l’emergenza sanitaria ed era necessario fare spazio, eliminando ciò che si ritiene “meno importante”?
Non conosciamo tutte le risposte, ma sicuramente quanto è capitato è inaccettabile».

Per il presidente AIB «si possono trovare soluzioni diverse, coordinarsi con altre biblioteche, ma soprattutto lavorare per recuperare il ruolo fondamentale delle biblioteche scolastiche per promuovere la lettura. È necessario però capirlo, crederci, impegnarsi seriamente e dotarsi di personale preparato, senza improvvisazione.
Recentemente il Parlamento italiano ha emanato, nel febbraio 2020 la legge n. 15 “Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura“ nella quale viene valorizzato il ruolo delle biblioteche scolastiche e il loro coordinamento col territorio. Questa dovrebbe essere la strada giusta, non quella piena di libri buttati: non vogliamo vedere più questo scempio fuori da una scuola».