venerdì,Luglio 1 2022

Elezioni comunali, centrodestra appeso al ponte di Genova

Domani l'inaugurazione dell'opera e la possibile ufficializzazione del nome di Minicuci. Nel frattempo Marcianò rompe gli indugi ma ci spera ancora. Siclari esclude possibili rotture di Forza Italia

Elezioni comunali, centrodestra appeso al ponte di Genova

Ore decisive per la scelta del candidato sindaco da parte del centrodestra. La tensione all’interno della coalizione è altissima soprattutto per le resistenze che ha trovato sul territorio il nome di Antonino Minicuci scelto da tempo da Matteo Salvini. Il super tecnico che conosce la macchina amministrativa reggina per avere fatto il direttore generale alla Città Metropolitana e poi il segretario generale a Genova. Proprio qui la conoscenza con il leader del Carroccio che ne ha apprezzato le qualità anche nella gestione della costruzione del nuovo ponte Genova-San Giorgio che proprio domani sarà inaugurato alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per molti l’occasione giusta per ufficializzare il nome del super tecnico che sarà chiamato a rimettere ordine nei disastrati conti di palazzo San Giorgio e dare un contributo fattivo alla realizzazione di un altro ponte, quello dello Stretto che Salvini ritiene un’opera fondamentale.

Marcianò in campo. Ma con chi?

E che la giornata di domani sia cruciale lo dimostra anche lo straordinario tempismo con il quale Angela Marcianò, l’ex assessore ai Lavori pubblici della prima giunta Falcomatà, ha annunciato tramite facebook la sua candidatura a sindaco. Senza specificare, però, se da indipendente o meno. «Vogliamo realizzare l’obiettivo possibile di una città vivibile – ha detto Marcianò – Desideriamo garantire ai reggini i servizi pubblici essenziali, per poter apprezzare poi tutto il resto. Con dignità, con orgoglio, con passione recupereremo l’identità reggina. La nostra identità sarà in marcia, una marcia pacifica ma proficua, operosa alla quale sono convinta si aggregheranno tantissime persone. Partiamo, siamo pronti».

Marcianò rimane a disposizione, insomma, se dovesse davvero non trovarsi la quadra intorno al nome di Minicuci.

Siclari assicura la presenza di Fi in coalizione

La vera incognita che pesa sul nome del super tecnico è la posizione di durissimo scontro assunta dal deputato azzurro Francesco Cannizzaro che ha minacciato di rompere il fronte della coalizione senza ottenere il cambio del candidato. Da qui la pletora di nomi che sono arrivati sul tavolo del Carroccio fino ad oggi senza che però si arrivasse ad una soluzione. Ad oggi rimane il niet di Cannizzaro, ma non una reale alternativa. Troppo poco per far cambiare idea a Salvini che, del resto, ha già l’assenso di Forza Italia, almeno nella parte vicina ad Antonio Tajani. Il senatore Marco Siclari, in tal senso, ha fatto sapere che «non c’è possibilità che la coalizione si divida. Come in tutte le altre Regioni e Comuni italiani sosterremo il candidato della coalizione che a Reggio sarà scelto dalla Lega. Fi sarà sicuramente con il centrodestra».

Giorno della verità

I tatticismi, insomma, sono agli sgoccioli. Così come il tempo per arrivare alla scelta del candidato che dovrà fronteggiare l’uscente Giuseppe Falcomatà. Antonino Minicuci aspetta fiducioso, Angela Marcianò ci spera ancora, mentre Franco Sarica rimane in terza fila. Le possibilità, invece, legate a un nome nuovo sono più una speranza del gruppo Cannizzaro e della parte di Lega vicina a Tilde Minasi che una concreta possibilità. In ogni caso il Capitano domani dovrebbe risolvere la partita.

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