domenica,Settembre 25 2022

Il Pd alla prova delle elezioni. Il rischio è l’implosione in Calabria come nel resto d’Italia

Preoccupa la rimonta leghista in Toscana, mentre in Calabria dopo la sconfitta di Callipo, il commissario Graziano pare avere abbandonato la nave. Con Crotone fuori dai giochi, Falcomatà rappresenta l'ultimo baluardo

Il Pd è all’anno zero. Sicuramente in Calabria e probabilmente anche a livello nazionale dove una eventuale sconfitta alle regionali, sotto osservazione soprattutto la situazione in Toscana dove la candidata leghista Susanna Ceccardi è in piena rimonta su Eugenio Giani, potrebbe mettere in discussione la stessa leadership di Nicola Zingaretti e la tenuta del governo Conte dopo le mancate alleanze tra democrat e Cinque Stelle a livello locale.

Nella nostra Regione, dove il partito continua ad essere commissariato da lungo tempo, la situazione è ancora più complessa. La sconfitta pesante alle regionali e la scelta perdente di Pippo Callipo hanno di fatto messo il commissario Stefano Graziano fuori dai giochi. Anche perchè alla batosta elettorale si è sommata quella politica e morale dopo le dimissioni dell’imprenditore vibonese dopo pochi mesi di legislatura con l’opposizione rimasta priva del suo riferimento.

Tanto che all’ultima iniziativa a Reggio per il sostegno al sindaco uscente Giusppe Falcomatà, Graziano si è tenuto ben lontano dal palco di Nicola  Zingaretti. Del resto dopo la nomina del coordinamento dei 32, nel quale è stato inserito anche Sebi Romeo riapparso proprio a Reggio al comizio di piazza Duomo, sta per aprirsi la partita per il congresso regionale. Le intenzioni di Zingaretti sono quelli di nominare a breve una Commissione ristretta per fare arrivare il partito al congresso subito dopo le elezioni.

Sempre che dopo il risultato elettorale un partito esista ancora. A Crotone è già evaporato e non presenterà il simbolo dopo il duro scontro con gli Sculco finito a favore di questi ultimi, con gran parte del Pd che sosterrà il loro candidato Danilo Arcuri.  In Consiglio regionale il gruppo si muove in ordine sparso e non sono mancate le divisioni interne con i Dp, costola dei democrat, guidati da Giuseppe Aieta, ancora fedele a Mario Oliverio. Ma anche all’interno del gruppo Pd Luigi Tassone, vicino alle posizioni di Bruno Censore, ha spesso marcato le differenze in Aula, ad esempio con il voto a favore delle dimissioni di Callipo.

In questo quadro diventa fondamentale capire cosa succederà a Reggio dove sulla carta si trovano sulla barca di Falcomatà big come l’ex presidente del Consiglio regionale Nicola Irto,  e come Demetrio e Mimmetto Battaglia. Una sconfitta contro il candidato del centrodestra Nino Minicuci, e quindi contro Salvini, sarebbe un’autentica Caporetto per il Pd, ma anche per la sinistra calabrese nel suo complesso.

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