domenica,Marzo 7 2021

Inquinamento a Comunia, l’allarme di Crea: «Fumi da incendi nocivi per la salute»

Il referente unico dell'Ancadic: «La nostra richiesta rimasta inascoltata dalle istituzioni»

Inquinamento a Comunia, l’allarme di Crea: «Fumi da incendi nocivi per la salute»

«Fermo restando che i fumi prodotti da incendi sono sempre nocivi per la salute umana e atteso che al momento la priorità dell’intervento è lo spegnimento del fuoco, anche in considerazione che qualora dagli accertamenti che al momento verrebbero eseguiti sulla qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo, si riscontrasse la presenza di sostanze nocive per la salute, il protrarsi della combustione continuerebbe ad aggravare i danni alla stessa. Quindi bisogna provvedere a spegnere immediatamente il fuoco che cova anche nella discarica comunale». Ad affermarlo è il presidente dell’Ancadic e referente unico del comitato “torrente Oliveto” Vincenzo Crea.

«In ogni modo per eseguire le analisi in questione ci si potrebbe avvalere del Dipartimento di Scienze della Terra Università della Calabria con sede in Arcavata di Rende, il  quale a seguito di specifica richiesta del comitato con la quale si chiedeva, evidenziando tra l’altro che era stata richiamata l’attenzione delle Istituzioni sulla commercializzazione di latte e prodotti lattiero caseari e agricoli provenienti da siti inquinati della località Comunia, di effettuare il prelievo ed analisi di terreni e acque, presso la discarica comunale di Comunia e presso l’area circostante l’attiguo impianto di compostaggio, aveva fatto conoscere, rendendosi disponibile ad intervenire, che il richiedente Comitato non era titolato a tale richiesta. Al riguardo  con nota del 27 dicembre 2011 diretta al sindaco del tempo del Comune di Motta San Giovanni e al Consiglio comunale chiedevamo all’Amministrazione comunale di volersi fare carico dell’iniziativa intrapresa dal Comitato Torrente Oliveto. La richiesta è rimasta inascoltata».

«Atteso che gli animali da reddito si alimentavano nei terreni prima adibiti a discarica comunale di RSU e nei siti circostanti l’impianto di compostaggio interessati dai fanghi di depurazione sui quali è stata accertata dall’Arpacal la presenza di alcuni metalli pesanti cancerogeni per gli esseri umani, l’Ancadic ha richiesto l’intervento dell’istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno con sede a Portici».

«Con nota del 3 giugno 2013 l’Ancadic ha provveduto ad interessare le articolazioni dell’Asp competente trasmettendo la succitata nota, ma non ci risultano iniziative intraprese. Lo scorso 10 settembre abbiamo inviato detta documentazione al sindaco del Comune di Motta SG e al Commissario ad acta per l’attuazione del piano di Rientro dai disavanzi del servizio della Regione Calabria Saverio Cotticelli per le iniziative che si vorranno intraprendere a tutela della salute della popolazione».

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