lunedì,Gennaio 25 2021

Servizi socio-assistenziali, il Forum del terzo settore chiede «massima partecipazione»

Per i rappresentanti «la co-programmazione sia una cosa molto seria e che metodo vorrebbe che fosse preceduta da una fase di lettura partecipata dei bisogni»

Servizi socio-assistenziali, il Forum del terzo settore chiede «massima partecipazione»

Riceviamo e pubblichiamo

L’ambito socioassistenziale di Villa S. Giovanni, nell’assolvere ai propri compiti istituzionali sul tema dellaPolitiche Sociali, ha organizzato degli incontri tematici definendoli come parte del percorso di progettazione partecipata per la stesura del piano di zona 2020-2022.

Questo il titolo della nota n 0030613 del 24 novembre scorso. Una nota con la quale sono ufficializzati i tavoli tematici previsti dalle linee guida regionali per la redazione dei Piani di Zona e i soggetti componenti degli stessi.

Facciamo presente che detto percorso non rispecchia assolutamente l’intendimento partecipativo che laL.328 prima e la L.R.23 poi impongono come assolutamente necessario per arrivare alla definizione di un documento programmatico che sia adeguato ai bisogni territoriali.

Il Forum del Terzo settore territoriale, in quanto organismo maggiormente rappresentativo degli Enti di Terzo Settore (ETS) riconosciuto con decreto del Ministero e del Lavoro e delle Politiche Sociali in ambito sia nazionale che regionale, ha più volte ribadito la sua contrarietà al percorso stabilito dall’Ufficio di Piano, chiedendo che venisse condivisa una metodologia adeguata a consentire la massima partecipazione ed in particolare dei soggetti del Terzo Settore, individuati dalla legge quali soggetti della co-programmazione dei piani di zona.

Nulla di tutto questo: ai lavori preparatori, senza alcuna metodologia pre-definita di questo ipotetico percorso di progettazione partecipata, sono stati invitati diversi soggetti (anche fra chi non aveva titolo atrattare di questi argomenti e che non operano sul territorio dell’ambito) mentre paradossalmente nonsono stati coinvolti alcuni soggetti del terzo settore che storicamente invece operano sul territorio nel campo delle politiche sociali.

Siamo convinti che la co-programmazione sia una cosa molto seria e che metodo vorrebbe che fosse preceduta da una fase di lettura partecipata dei bisogni. Una fase delicata ed importante che non può essere risolta con riunioni in sequenza convocate con scarsissimo preavviso, più come adempimenti burocratici che come reali momenti di confronto.

Ricordiamo all’ambito di Villa S. Giovanni che gli articoli 55 e 56 del Codice del terzo settore sono in vigoreda tre anni, che l’art. 1 c.2 del decreto legislativo 165/2001 individua i soggetti pubblici che dovrebbero “assicurare il coinvolgimento attivo degli ETS”, che la sentenza 131/2020 della CC. riconosce al TS il ruolo di soggetto che persegue finalità di interesse generale. L’art. 55 Cts, infatti, fonda un modello di relazione fra Ets e PA che si fonda «sulla convergenza di obiettivi e sull’aggregazione di risorse pubbliche e private per laprogrammazione e la progettazione, in comune, di servizi e interventi diretti a elevare i livelli di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale, secondo una sfera relazionale che si colloca al di là del mero scambio utilitaristico».

La procedura adottata dall’ambito di Villa S. Giovanni ha lasciato per strada qualche passaggio fondamentale. Il risultato è che tra i partecipanti ai cosiddetti tavoli tematici (convocati il 24 novembre per il 25-26-27!) si troverebbero soggetti (caf, società per azioni, …) estranei ai percorsi partecipativi dicostruzione di Politiche sociali per come previsti dalle norme vigenti, mentre sembrano essere esclusi ETS che, invece, da decenni gestiscono (autorizzati e/o accreditati) attività e servizi per conto dello stesso ambito territoriale.

Chiediamo, pertanto, ai responsabili dell’ambito di utilizzare i poteri di autotutela, sospendere questa “originale” procedura, pantomima di partecipazione, e avviare un reale percorso partecipativo a partire da un concreta fase di co-programmazione che preveda la definizione, tra le altre cose, di obiettivi strategici e priorità d’intervento, modalità organizzative dei servizi, risorse messe in campo, requisiti di qualità, impostazione del sistema informativo locale, modalità per garantire l’integrazione tra servizi e prestazioni.

L’organizzazione di una programmazione triennale di Politiche Sociali territoriali non è la somma di servizi eprestazioni ma un percorso di scelte politiche e strategiche che parte dalla reale partecipazione della comunità locale.

Giovanni Pensabene Portavoce Forum Terzo Settore Calabria

Annalisa Arena Portavoce Forum Terzo Settore Area dello Stretto

Pasquale Neri Portavoce Forum Terzo Settore Reggio Calabria

Tonino Nunnari Portavoce Forum Terzo Settore Area Grecanica