giovedì,Agosto 11 2022

Reggio Calabria, la ripartenza necessita di una PA ultra veloce

Per il focus 2018 dell'Istat sui comuni metropolitani, la città dello Stretto insieme a Genova sono il fanalino di coda per quanto riguarda i 12 indicatori, tra cui uso di software open source e formazione in campo ict

Reggio Calabria, la ripartenza necessita di una PA ultra veloce

di Francesco Bolognese – Ora più che mai per provare a ripartire le parole d’ordine sono: snellire, semplificare, ma soprattutto velocizzare, pur senza venir meno ai controlli.

A tal fine serve una P.A. che per essere particolarmente efficiente deve essere veloce, “ultraveloce”. L’istantanea curata e divulgata in queste ore dall’Istat su Pubblica Amministrazione locale e Ict 2018 ci consegna un’immagine della PA a macchia di leopardo.

«Nonostante la crescita dell’informatizzazione in rete, l’87,8% delle PA locali utilizza ancora strumenti analogici (timbri, firme, sigle) nella protocollazione e, tra queste, circa il 45% ha protocollato così oltre la metà della documentazione. Il 41% delle PA locali accede a Internet con connessioni veloci (almeno 30 Mbps), solo il 17,4% con quelle ultraveloci (almeno 100 Mbps).

Il focus sui comuni delle città metropolitane fa emergere un divario da colmare in fretta. In termini di formazione in campo Ict, la partecipazione più bassa si rileva nei Comuni situati nei territori metropolitani di Reggio Calabria (6,0%), Catania (8,8%), Torino (9,8%) e Roma (12,0%)».

Per quanto concerne invece «l’uso di software open source sono i Comuni della Città metropolitana di Firenze a registrare la quota più alta (95,2%) seguiti da quelli di Bologna (88,3%) e Venezia (86,1%), mentre la quota più bassa è riferita all’area metropolitana di Reggio di Calabria (28,4%)».

Sul versante della «velocità di connessione per accedere a Internet emerge la Città Metropolitana di Bologna, dove i Comuni che utilizzano connessioni ad almeno 100 Mbps sono l’84,3%. All’ultimo posto si posiziona invece l’area della Città metropolitana di Palermo, con il 6,1% dei Comuni.

Le migliori perfomance per l’offerta di servizi online, sia per livello di disponibilità che per interventi di miglioramento messi in atto nel triennio 2016-2018, sono ascrivibili alle aree delle Città metropolitane di Venezia, Bologna e Milano; le peggiori a quelle della Regione Sicilia».

Da ultimo “considerando 12 indicatori (formazione ics, open data, monitoraggio utilizzo, velocità> 100,e-procurement, monitoraggio soddisfazione, open source, livelli Max serv.online, interventi miglioramento, cloud computing, Crm e punti Wi-Fi gratuiti) tra i principali rilevati dall’indagine (e calcolando i ranghi medi di ciascuna Città metropolitana) è possibile derivare una classifica che vede Bologna, Milano, Firenze, Bari e Venezia nelle prime 5 posizioni mentre Reggio Calabria e Genova si contendono l’ultima posizione superate da Messina e Palermo».

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