venerdì,Aprile 16 2021

Poste italiane, Mileto: «Deficienze organizzative dettate da una conduzione personalistica»

Il segretario regionale della Uil Poste Calabria denuncia il «declino morale e sociale» dell’azienda, dovuto da «una commistione di ruoli che sfuggono alle indicazioni di vertice»

Poste italiane, Mileto: «Deficienze organizzative dettate da una conduzione personalistica»

Il segretario regionale della Uil Poste Calabria Giuseppe Melito, punta i riflettori sulle, molto spesso presenti, deficienze organizzative, incapacità relazionali, carenza di risorse e sicurezza o lungaggini burocratiche di Poste italiane. «Quando i media e l’opinione pubblica sul territorio calabrese le sottolineano – afferma – s’ignora che ha monte di tali inefficienze esiste un sistema di scelte talvolta compromesso da relazioni industriali innaturali.

È il caso della gestione del personale che in Calabria sta degenerando sempre di più in una conduzione personalistica di una middle class che sfugge alle indicazioni di vertice per prodursi in disposizioni, velate da improcrastinabili esigenze, ma che scaturiscono dall’adesione incondizionata a richieste discriminanti da parte di soggetti che invece di avere prioritarie le esigenze di tutti infangano e demoliscono l’immagine della categoria a cui appartengono in nome di interessi di parte».

Per Melito, «tutto ciò accade per una sudditanza psicologica del management della macro regione e di quanti si sentono protetti e autorizzati a perpetrare discriminazioni che palesano una incapacità ad esprimere con neutralità il proprio ruolo in quanto figlio di un rapporto incestuoso. Ciò determina una condizione che a lungo andare erode il potere datoriale trasferendolo in mani altrui provocando discriminazioni e determinando scompensi nella gestione di un’attività che potenzialmente avrebbe un alto valore qualitativo, avvilendo le sane compagini sociali nonché mortificando la gran parte della clientela depauperata dei propri diritti».

Il segretario regionale conclude che «come Uil Poste Calabria non ci rassegniamo a questo declino morale e sociale e finché avremo voce per denunciare questa commistione di ruoli, per l’efficienza dei servizi da erogare, e la tutela dei lavoratori continueremo a far sentire la nostra voce».

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