lunedì,Maggio 27 2024

Strade provinciali dissestate, l’assessore alla Viabilità di Taurianova pronto a denunciare la Città metropolitana

Antonino Caridi, dopo diverse richieste rimaste lettera morta, ha deciso di dettare un ultimatum all’Ente: «O interviene entro 15 giorni o presenterò un esposto in Procura»

Strade provinciali dissestate, l’assessore alla Viabilità di Taurianova pronto a denunciare la Città metropolitana

Pugno duro dell’assessore alla Viabilità del comune di Taurianova Antonino Caridi nei confronti della Città metropolitana. Dopo i vari solleciti, inoltrati all’indirizzo dell’Ente metropolitano fin dal suo insediamento, inerenti la necessità di intervento per la messa in sicurezza di alcune strade provinciali che ricadono sul territorio comunale, rimaste senza risposta o in alcuni casi con “promesse da marinaio”, il vicesindaco ha così deciso di dettare un ultimatum: o la Città metropolitana interviene entro 15 giorni oppure presenterà un esposto in Procura.

Le strade in questione sono la Sp 28 Dism Pegara; la Sp 29 Dism Sacchinella – Donna Livia; la Sp 30 Dism innesto Nucarelle; la Sp 31 Dism cimitero di Radicena (calata i Melina); la Sp 33 Dism nel tratto cimitero di Jatrinoli – II Circonvallazione; la Sp 33 nel tratto quadrivio Russo – Bombino; la Sp 34 nel tratto quadrivio Russo – Taurianova e la Sp 34 nel tratto fontanella Maragà. Tutte presentano un asfalto “groviera” e sconnesso, ed in più le Sp 28, 29 e 31, sono anche soggette ad allagamenti.

Proprio circa la Sp 31, alcuni cittadini residenti in quella zona, nel mese di marzo, avevano presentato formale richiesta in Comune, affinché provvedesse al ripristino del tratto che dal cimitero di Radicena porta alla contrada San Nicolao e della strada dei Mulini che attraversa la stessa contrada, evidenziando nella prima «un manto stradale dissestato, con buche molto estese e profonde che non consentono la circolazione dei veicoli necessari anche alla coltivazione dei terreni limitanti, cumuli di terra dovuti a smottamenti mai rimossi e alberi pericolanti». Nella seconda invece, il disagio provocato dalle acque piovane che si accumulano copiose, ed impediscono «il passaggio a piedi, rendono precario il transito di mezzi agricoli e spesso provocano allagamenti anche nei terreni adiacenti». Dopo tale richiesta il Comune ha subito fatto istanza alla Città metropolitana, che però è rimasta lettera morta.

«Non è più possibile tollerare oltre questa situazione – ha affermato Caridi -. Le strade si presentato totalmente dissestate. L’emergenza buche ha raggiunto livelli preoccupanti, ma oltre a questo bisogna fare i conti anche con gli allagamenti. In molte zone infatti, l’acqua piovana ristagna creando delle vere e proprie piscine che non ne permettono il transito se non muniti di una barca. Queste arterie sono diventate un pericolo per i cittadini, ogni giorno infatti, pedoni, ciclisti, automobilisti e motociclisti rischiano seriamente di farsi male. I disagi alla mobilità sono aumentati vertiginosamente nell’ultimo periodo.

Oltre a costituire un grave pericolo per l’incolumità dei cittadini, le buche creano un danno anche a livello economico, sia direttamente che indirettamente. A causa del manto stradale disconnesso infatti, ogni anno sono numerosi i cittadini costretti al cambio di uno o più pneumatici o di parti meccaniche dei mezzi. E a pagare dazio non sono solo i cittadini ma anche tutti coloro che lavorano con l’auto, e lo stesso servizio di trasporto pubblico locale. Costi che incidono anche sui bilanci della pubblica amministrazione per contenziosi ed indennizzi»

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