lunedì,Novembre 30 2020

Chiude l’ambulatorio per migranti. A Riace esplode la polemica

I locali comunali che ospitavano la onlus destinati al commissario liquidatore. I medici: «Andiamo avanti». Trifoli: «Speculazione politica»

Chiude l’ambulatorio per migranti. A Riace esplode la polemica

«Servono i locali per ospitare il commissario liquidatore». Questa la motivazione ufficiale dell’Amministrazione Comunale di Riace guidata dal sindaco Antonio Trifoli per spiegare il mancato rinnovo del protocollo d’intesa siglato nel 2017 tra il Comune, lo Studio Radiologico di Siderno e l’associazione Jimuel che sanciva la nascita di un ambulatorio medico polispecialistico gratuito per immigrati e persone indigenti. La proposta avanzata dagli amministratori riacesi alla onlus di dirottare l’ambulatorio nei locali attualmente occupati dalla guardia medica non convince il medico e attivista Isidoro Napoli. «Per ottenere le regolari autorizzazioni per la sede siamo costretti a sudare le fatidiche sette camicie tra uffici addetti – afferma – Ogni giorno incontriamo difficoltà e problemi da risolvere nei nostri centri in Kenia, nelle Filippine e in Congo. Non sarà questo incredibile ostacolo ad impedirci di andare avanti». Su interessamento dell’ex sindaco Mimmo Lucano e della cooperativa “Città Futura” sono stati reperiti dei locali provvisori che presto saranno resi idonei, in attesa di ottenere il via libera dal Comune, mentre i medici impegnati nel programma metteranno a disposizione dei pazienti il proprio ambulatorio privato.

Intanto il sindaco Trifoli, contattato telefonicamente da “IlReggino.it”, non ci sta, respinge le accuse e si difende. «Si tratta di una bassa speculazione politica fatta in malafede per denigrare chi – spiega – con mille sacrifici e con mille difficoltà sta tentando di lavorare nell’interesse di tutti i cittadini riacesi. Oltre ai locali dell’attuale guardia medica avevamo messo a disposizione, eventualmente,  anche quelli  presenti nella delegazione comunale che prima erano occupati dalle associazioni che gestivano l’accoglienza agli immigrati. Questa Amministrazione non accetta e non accetterà mai lezioni morali da chi non ha sempre dimostrato di essere irreprensibile nello svolgimento delle proprie azioni».