Distribuzione illegale carburanti, monta la protesta dei benzinai

Indetto un presidio davanti al Parlamento per sensibilizzare le istituzioni sul fenomeno illegale. Pedà (FIGISC): «Danno alla collettività»
Indetto un presidio davanti al Parlamento per sensibilizzare le istituzioni sul fenomeno illegale. Pedà (FIGISC): «Danno alla collettività»

Monta la protesta dei gestori degli impianti di carburante su strade e autostrade. Di fronte alla colpevole inerzia dei Governi che si sono succeduti negli ultimi anni, la categoria ha deciso di proclamare uno sciopero generale di due giorni degli impianti di rifornimento, sia sulla rete ordinaria che autostradale, per i giorni 6 e 7 novembre prossimi, con concentramento a Roma sotto il Parlamento. 

È il Presidente Figisc/Anisa Confcommercio di Reggio Calabria Antonino Pedà a comunicare l’adesione compatta dei gestori della provincia reggina alla manifestazione indetta congiuntamente da Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio che intende richiamare l’attenzione della politica e dell’intera popolazione sul fenomeno dell’illegalità dilagante nella distribuzione dei carburanti che interessa una quota vicina al 15% di prodotti “clandestini” sul totale dei 30 miliardi di litri erogati e, dunque, vale numerosi miliardi di euro ogni anno.

L’illegalità è figlia delle liberalizzazioni selvagge e della conseguente destrutturazione del mercato. Le Organizzazioni di categoria-Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio- sollecitano da anni la Politica e le altre componenti del settore ad adottare una riforma complessiva che metta riparo ad oltre un decennio di deregolamentazione ed allentamento dell’intero sistema regolatorio che ha aperto le porte ad ogni forma di illegalità. Al contrario, Governo ed Agenzia delle Entrate da una parte, le compagnie ed i retisti dall’altra, continuano a trovare il modo per adottare provvedimenti il più delle volte disorganici, confusi, dall’applicabilità altamente problematica per una rete di vendita non ammodernata e persino male mantenuta e dall’esito incerto scaricando interamente solo sui gestori responsabilità e costi che dovrebbero invece essere considerati “di sistema”.

Per Pedà  «l’illegalità ingenera un danno all’intera collettività, poiché le risorse vengono sottratte al mercato regolare a tutto vantaggio di organizzazioni criminali, con riflessi devastanti anche sulla concorrenza e la qualità stessa dei prodotti immessi nei serbatoi di automobilisti ignari». La categoria non può ulteriormente accettare che comportamenti illeciti vengano tollerati poiché, come ricorda Pedà «a fronte di comportamenti border line di taluni avventurieri del comparto ed a fronte di un approccio fin troppo morbido del Governo nell’affrontare la questione, sono i Gestori a pagare un conto salatissimo vedendosi imposti rapporti contrattuali in aperta violazione delle leggi vigenti ed a subire, ancora nel 2019, l’imposizione di margini economici del 30% inferiori a quelli già riconosciuti nel 2011».

È per manifestare la situazione di malessere della categoria non ulteriormente tollerabile che Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio hanno proclamato lo sciopero generale per i giorni 6 e 7 novembre prossimi.