Tutti i perchè del carcere ostativo. Confronto psicologi-studenti

L'iniziativa promossa dall'ordine professionale e dall'UniMediterranea con esperti per affrontare gli aspetti più salienti di un dibattito delicato
L'iniziativa promossa dall'ordine professionale e dall'UniMediterranea con esperti per affrontare gli aspetti più salienti di un dibattito delicato

Che cosa significa essere condannati a un “ergastolo ostativo”? Quali sono le circostanze criminali che spingono uno Stato di diritto a prevedere un “fine pena mai”? A questi interrogativi hanno tentato di dare una risposta i relatori dell’incontro pubblico “Il diritto alla speranza”, promosso dall’Ordine degli Psicologi della Calabria e dall’Università Mediterranea di Reggio. Gli esperti intervenuti hanno affrontato gli aspetti più salienti di questo delicato quanto affascinante dibattito.

«Un convengo che ci porta a riflettere quali scenari può aprire la sentenza sul caso “Viola”- ha spiegato la psicologa penitenziaria Antonia Sergio – Noi psicologi abbiamo una grande responsabilità, soprattutto in relazione agli strumenti da usare per garantire un reintegro nella società di queste persone».

«Cerchiamo di formare gli studenti sull’evoluzione della normativa messa in discussione – ha rimarcato il docente Arturo Capone – secondo cui per accedere a benefici penitenziari i condannati devono passare attraverso un percorso di collaborazione con la giustizia».