I dieci anni di “Reggio non tace”, dalla bomba in Procura ad oggi

L'appuntamento è il 3 gennaio alle 5 nel luogo dove esplose la bomba e alle 18 per confrontarsi con il sostituto procuratore della DDa Stefano Musolino e il direttore del ilReggino.It Consolato Minniti
L'appuntamento è il 3 gennaio alle 5 nel luogo dove esplose la bomba e alle 18 per confrontarsi con il sostituto procuratore della DDa Stefano Musolino e il direttore del ilReggino.It Consolato Minniti

Il 3 gennaio 2020 alle ore 18.00 presso l’Auditorium Lucianum in via Mons. De Lorenzo 30, Reggio Non Tace invita ad un incontro pubblico a 10 anni dalla bomba alla Procura Generale che segnò la nascita del Movimento. Sarà l’occasione per confrontarci su questi 10 anni di vita e di attività e per tracciare il programma per il futuro. «Ci aiuteranno nel racconto Stefano Mussolino Sostituto procuratore presso la DDA e Consolato Minniti Direttore de “Il Reggino.it”. Come sempre ci sarà spazio per il dibattito e per il contributo di tutti».

Ad introdurre e motivare l’incontro è stato questa mattina Giuseppe Angelone del direttivo “Reggio non tace”.

«Dieci anni dalla bomba in procura e dalla nascita di Reggio non Tace. In questi dieci anni il movimento, nato spontaneamente quella sera, ha portato in piazza centinaia di iniziative con lo scopo di mantenere viva o risvegliare la coscienza civile dei cittadini di Reggio. Il movimento ha seguito gli eventi che si sono susseguiti, gli attacchi alla magistratura le inchieste, lo scioglimento del comune di Reggio per infiltrazione mafiose, ci siamo occupati dei migranti e di tutti i temi caldi che riguardano la cittadinanza attiva e principalmente la lotta alla criminalità organizzata. Nell’ambito della giustizia sociale stiamo continuando a seguire insieme con l’osservatorio del disagio abitativo, la situazione degli aventi diritto all’alloggio pubblico che non hanno ricevuto alcuna risposta. 

Più che una commemorazione, lo scopo dell’incontro è fare un resoconto delle attività e la raccolta delle proposte. Abbiamo chiesto a Musolino, che conosce bene le dinamiche degli ultimi dieci anni della nostra città, di aiutarci a comprendere su che senso ha avuto se ne ha avuto la presenza del nostro movimento in questi 10 anni. Una riflessione a tutto campo. Allo stesso tempo abbiamo chiesto a Consolato Minniti, direttore del “Il Reggino.it” di aiutarci a riflettere su come si può continuare quest’impegno, se è opportuno o utile continuare e in che modo».

Allo stesso modo  Giuseppe Licordari del direttivo “Reggio non tace” ha rimarcato «la fedeltà del movimento all’essere presenti nei momenti e nei punti cruciali della nostra città. Ricordiamo il ricorso vinto al Tar per fare indire un’assemblea popolare per lo statuto secondo l’articolo 20, abbiamo vinto questo ricorso perché ci abbiamo creduto. Cosi come l’insistenza per l’attivazione del registro dei tumori nella nostra provincia. Abbiamo sempre cercato di andare oltre certi giochi anche rispetto all’ambiente. Abbiamo aiutato i ragazzi di Saline contro l’apertura della centrale a carbone. Siamo stati sempre attenti per dare speranza nel futuro. Uno dei momenti più belli della nostra storia è quando “Reggio non tace” è stato riconosciuto come “avamposto di speranza” come quella “società civile che minaccia la ‘ndrangheta”. Il merito di questo movimento è di riunire la gente contro qualsiasi tipo di bandiera. Il movimento potrà anche avere un calo a livello numerico nel direttivo ma abbiamo dei grandi che giganteggiano dandoci quella spinta per continuare a percorrere la strada della giustizia». 

L’invito è per giorno 3 gennaio, ci sarà un evento alle 5 del mattino proprio dove è scoppiata la bomba per un momento che ha anche una connotazione di fede oltre che di umanità. Alle 18 nella sala Lucianum