sabato,Ottobre 31 2020

Giustizia e umanità, Liberi di Scegliere approda a Rosarno

Venerdì la quinta tappa del percorso educativo alla legalità. Siviglia: «Una vita diversa da quella criminale è possibile»

Giustizia e umanità, Liberi di Scegliere approda a Rosarno

Un percorso educativo sui valori di legalità, giustizia e umanità che ogni anno si arricchisce di nuovi elementi e che si concluderà nel mese di maggio. Quest’anno un’importante novità oltre le borse di studio a minori che hanno fatto un percorso di recupero, anche per gli studenti delle scuole che dovranno elaborare un testo con le loro riflessioni su “Liberi di Scegliere”. Ci saranno tre borse di studio del valore di 500 euro per il primo classificato, 300 euro secondo classificato e 250 euro per il terzo classificato. Le borse di studio saranno intitolate a Fava e Garofalo i due carabinieri uccisi per mano della ‘ndrangheta.

«Liberi di scegliere ormai è diventato un protocollo governativo – dichiara la presidente Bruna Siviglia che ha promosso l’iniziativa – siamo stati precursori di questo percorso con gli studenti che oggi è diventato quasi obbligatorio in tutte le scuole d’Italia. Con il presidente Roberto di Bella racconteremo ai giovani studenti le storie di tanti ragazzi che nel corso di 25 anni di attività prima come giudice poi come Presidente del Tribunale dei minori ha incontrato. Un percorso non sempre facile, anzi, spesso faticoso e doloroso, ma che ha restituito a molti ragazzi la possibilità concreta di una vita diversa da quella segnata dal carcere e dalla violenza dei loro padri». 

Di Bella si racconterà ai giovani parlando dei suoi tanti interrogativi dei dubbi che a volte sono più sani delle certezze. Sono circa 60 i ragazzi che hanno avuto il coraggio di scegliere e tante le madri che hanno chiesto aiuto per allontanare i loro figli da un sistema che li avrebbe portati ho in carcere o a morire ammazzati. Il libro è un lascito, una memoria di un lungo lavoro dove Di Bella mette in evidenza tutta la sua angoscia, i turbamenti, gli sguardi dei ragazzi rassegnati a un destino infelice, in 25 anni ha processato prima i padri e poi i loro figli sempre per gli stessi reati ed ha capito due cose la ‘ndrangheta non si sceglie si eredità, la seconda è che non voleva stare a guardare.

«Bisognava dare a questi ragazzi una possibilità farli tornare liberi di scegliere, mostrare loro altri mondi, altre vite e l’unico modo per farlo era  allontanarli dalla ragnatela di ricatti, pressioni in cui vivevano nelle loro famiglie. Domenico, Vincenzo, Davide, Rocco storie di vita vera di giovani che con tanto fatica sono riusciti a riscattarsi. Ma anche di Madri Antonia, Teresa che hanno avuto il coraggio di denunciare, di scappare da una vita fatta di obbedienza famigliare dove la donna non ha neanche il diritto di scegliersi il marito. Un libro che ha una funzione educativa, uno  strumento didattico  utile a tutte le scuole per la grande funzione al contrasto alla ndrangheta e alla criminalità. Saranno proiettate anche alcune scene tratte dal film trasmesso dalla Rai, che commenteremmo insieme agli studenti. Un inno alla speranza, alla  libertà, la più grande opportunità che i giovani hanno».

Il progetto coinvolge tante scuole reggine e della provincia. Dopo i saluti della dirigente scolastica Mariarosaria Russ , l’introduzione della presidente Biesse Bruna Siviglia, gli interventi del presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria Roberto di Bella e del giornalista e scrittore Arcangelo Badolati da sempre impegnato sui temi della legalità e della giustizia.