sabato,Ottobre 31 2020

Coronavirus, Siviglia chiede più tutele per i detenuti calabresi

Il garante regionale si appella al Presidente Santelli: «Nel piano di emergenza si pensi ad un capitolo dedicato all'assistenza sanitaria»

Coronavirus, Siviglia chiede più tutele per i detenuti calabresi

di Agostino Pantano – La governatrice Iole Santelli inserisca nel piano per l’emergenza coronavirus, un capitolo dedicato all’assistenza sanitaria in caso di contagio nelle carceri.

E’ questa la richiesta forte che arriva da Agostino Siviglia, Garante regionale per i diritti dei detenuti, che offre un quadro della situazione nei 12 istituti penitenziari calabresi, a partire dall’unica emergenza per ora riscontrata nella struttura di Arghillà.

«Qui manca il referente sanitario – spiega – e solo dopo un nostro sollecito l’Asp ha potenziato il personale infermieristico». A parere del Garante per ora la situazione nei 12 istituti penitenziari sparsi nella regione è sotto controllo, «ma – afferma – visto che il Dap ha comunicato che sono già 10 i casi di contagio rilevati in tutto il territorio nazionale, la Regione tramite le Asp deve appontare misure idonee ad evitare che nel caso di espansione anche nelle nostre strutture dell’epidemia, la situazione possa precipitare».      

E mentre è di un detenuto di Vibo Valentia il primo caso di passaggio ai domiciliari, per via di un quadro clinico che secondo il giudice lo renderebbe più vulnerabile se subisse un contagio, la condizione calabrese si inserisce in un quadro nazionale che continua a preoccupare dopo le proteste violente dei giorni scorsi, tenuto conto che anche in Calabria sono stati trasferiti i carcerati protagonisti delle varie sommosse.

Un allarme che non riguarda solo i detenuti e gli agenti penitenziari, ma anche gli operatori volontari, come riferisce il cappellano del carcere di Palmi, don Silvio Mesiti, che chiosa: «Siamo preoccupati, ma se un detenuto mi chiede un colloquio, io più che mettere la mascherina non posso fare».