sabato,Dicembre 5 2020

Coronavirus, la Uil Trasporti di Messina: «Si chiuda lo Stretto a treni e auto private»

Il segretario generale Michele Barresi tuona: «Si applichi il decreto che vieta gli spostamenti da un comune all'altro»

Coronavirus, la Uil Trasporti di Messina: «Si chiuda lo Stretto a treni e auto private»

Le ormai solite scene viste questa notte con un esodo quasi estivo per volume di autovetture imbarcate a Villa San Giovanni verso la Sicilia sulla nave di Caronte e Tourist fanno il paio con gli inusuali volumi di traffico passeggeri che riscontriamo ancora giornalmente sull’unico treno Intercity rimasto tra le sponde dello Stretto e che continua a sfornare una media di oltre 100 passeggeri al giorno verso la Sicilia. Lo stesso traffico di mezzi sulle navi si è registrato anche nelle serate di venerdì e sabato, dunque per l’intero fine settimana.

«Non abbiamo dubbi del massimo sforzo intrapreso per i dovuti controlli da parte di protezione civile e forze dell’ordine – dichiara Michele Barresi segretario generale della UIltrasporti Messina – ma quella nave e quel treno sono e restano “potenziali bombe sanitarie” per i tanti lavoratori impegnati e per tutti i cittadini siciliani chiamati a fare sforzi e sacrifici enormi per contenere il contagio».

«I Prefetti di Reggio Calabria e Messina chiedano al Ministero urgentemente l’applicazione in maniera stringente dell’articolo 1 del Decreto 22 marzo di Ministero della Salute e dell’Interno dove si vietano gli spostamenti da un comune all’altro. Ieri sulla nave da Villa ci risultano autovetture cariche di bagagli e persino un camper – conclude la UIltrasporti- spostamenti apparente non certo legati a motivi di lavoro o sanitari, quindi si valuti di sospendere, tranne che per sanitari e forze dell’ordine – ogni forma di traghettamento di passeggeri su gomma lasciando il transito merci e di interrompere per almeno sette giorni il trasporto ferroviario in entrata per la Sicilia».