giovedì,Gennaio 27 2022

Coronavirus a Reggio Calabria, la meditazione come rimedio contro ansia e paura

La psicologa e psicoterapeuta Patrizia Prestamburgo ha creato uno spazio su Facebook e spiega come vivere nel miglior modo possibile i giorni della quarantena

Coronavirus a Reggio Calabria, la meditazione come rimedio contro ansia e paura

Il coronavirus ha costretto tutti a casa. Una sosta forzata che, però, può essere utilizzata oltre che alla cura del corpo anche per curare l’aspetto spirituale. Da qui l’idea del “Gruppo spazio meditativo” su Facebook, creato dalla psicologa e psicoterapeuta, Patrizia Prestamburgo.

Un gruppo su Facebook per meditare

Un lavoro cominciato dal vivo in precedenza afferma Prestamburgo: «Da circa 5 anni esiste un gruppo di persone, aperto a tutti, che si riunisce, una o due volte al mese. Considerata l’impossibilità di farlo in questo momento, abbiamo deciso di fare un gruppo chiuso su Facebook per trovare comunque questo momento di comunione e di unione. L’idea – spiega – è stare ad ascoltarci in questo momento, di vivere “nel qui e adesso”, nel presente.

Bloccare la mente che ci porta verso gli stessi pensieri ma anche pensieri legati ad emozioni e sentimenti di paura, legati a preoccupazioni. Svuotare la mente da ogni contenuto emozionale che sia diverso dalla calma, dalla quiete e dall’amore. Aprire il cuore». Le prime due meditazioni sono state tecniche di rilassamento. «Da questo momento in poi – aggiunge – ci dedicheremo a vivere l’adesso perché col passare del tempo paura e tristezza, si stanno amplificando».

Coronavirus e paura eccessiva

Impossibile non pensare alle emozioni di paura che, data la situazione, sono diventate pane quotidiano. «Un mese di isolamento – chiarisce la psicologa – sta portando fuori tantissime paure, naturali e normali: quella di ammalarsi, di morire, di non superare questo momento economicamente. La paura va accolta non giudicata, accettata per quella che è, certo non va esagerata. L’attivazione di fronte ad un pericolo è un fatto normale legato alla sopravvivenza degli essere umani, con una giusta attivazione.

Purtroppo si stanno verificando stati di panico e di ansia acuta, si sta andando verso un’attivazione eccessiva per cui la situazione non viene vista e valutata con lucidità ma amplificata, si supera il limite dell’attivazione funzionale per passare ad una situazione di stress cioè di eccessivo coinvolgimento. L’isolamento, in aggiunta, ci porta a stare più a contatto con noi stessi e a doverci guardare profondamente e così emergono i lati d’ombra che non abbiamo mai voluto guardare fino in fondo, i nodi che ci accompagnano da sempre. Alla situazione oggettiva si aggiungono le problematiche irrisolte che vengono fuori dal subconscio e che ci parlano continuamente».

Imparare ad usare bene il tempo

«Intanto – afferma la dottoressa – sono stati messi in campo una serie di aiuti anche dal punto di vista psicologico, parlo dei colleghi dell’ordine della Calabria, così come alcune associazioni di categoria si sono attivate per fornire tutto l’aiuto possibile ai nostri concittadini, se c’è bisogno si può fare ricorso ad un colloqui gratuiti. E poi bisogna stare in ascolto ed accogliere senza giudicare la nostra paura e tutti gli altri aspetti che stanno venendo fuori. Non c’è molto da fare dal punto di vista emozionale. Cominciare ad approfittare di questo periodo per conoscerci profondamente.

Ogni periodo ha un suo lato ombra e un suo lato luce, quest’ultimo serve per riscoprire i valori dell’esistenza il vero senso della vita, lasciare andare ciò di cui non abbiamo più bisogno. Accogliere questa paura come una paura normale, con lucidità. E impieghiamo bene questo tempo spazio, ne abbiamo tanto a disposizione, non solo facendo, prendiamoci un tempo per curare il corpo, completare percorsi, riallacciare relazioni che abbiamo lasciato andare per mancanza di tempo, ma anche un tempo per osservarci, per fare delle letture».

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